Dopo la partita di Rieti (ieri sera i reatini hanno perso 83-67 al PalaBianchini contro la sempre più sorprendente Benacquista Latina) che ormai è la rivale più accreditata per contendere alla Virtus la promozione diretta in Serie A, la squadra romana si concentra sulla gara di martedì alle 18 contro Capo d'Orlando. Una partita decisamente da non sottovalutare. La squadra siciliana nell'ultimo turno è andata a vincere a Bergamo e l'ha raggiunta in classifica a quota 26, quindi al terzo posto a 4 punti da Rieti e a 6 punti da Roma.

Vincendo al Palaeur, l'Orlandina non solo complicherebbe i piani della formazione di Bucchi, ma si metterebbe in piena corsa per la prima posizione, che consente di evitare i playoff e andare direttamente in Serie A. Sul momento attuale si è espresso il playmaker Tommaso Baldasso, al sito ufficiale della Virtus. Nell'ultima vittoria contro Casale la squadra ha dimostrato grande coesione e carattere. «Siamo un bel gruppo - dice Baldasso - formato da ottime persone prima che da ottimi giocatori. Siamo molto uniti fuori dal campo e questo ci sta aiutando nel corso della stagione a esserlo anche sul parquet di gioco».

Se l'eroe della partita con Casale è Andrea Saccaggi, autore del tiro da tre all'ultimo secondo che ha dato la vittoria a Roma, non va sottovalutata l'importanza dello stesso Baldasso nell'ultima azione. Il numero 13 della Virtus avrebbe anche potuto andare ad appoggiare al tabellone per segnare i due punti che avrebbero portato la partita al supplementare, ma non si è accontentato e ha preferito passare il pallone al compagno e mandarlo a tirare per vincere. Lui racconta quegli istanti convulsi con grande semplicità: «Nel momento in cui ho preso la palla ho iniziato a palleggiare, guardando il tabellone e la disposizione dei giocatori in campo. Valutata la situazione, ho pensato di passare la palla a Saccaggi perché si era messo nella migliore posizione possibile per prendere un buon tiro. Essendo lui un tiratore mi sono fidato, confidente del fatto che avrebbe segnato».

Martedì c'è Capo d'Orlando, una squadra ostica che arriva da due vittorie consecutive. «Capo d'Orlando è un'ottima squadra ed è allenata molto bene - conclude il playmaker - Ha una coppia di americani tra le migliori del campionato, oltre a ottimi giocatori italiani dei quali alcuni con molta esperienza, come Bruttini e Mei. Sarà una partita difficile che si giocherà ad alti ritmi e sarà importante riuscire a imporre il nostro sistema di gioco, cercando di non farli giocare sulle ali dell'entusiasmo, sarà importante».

Idee chiare, quindi, su quello che sarà un aspetto fondamentale della partita di martedì. Così come la Virtus è stata brava a non far scappar via Casale e a piazzare la zampata vincente nel finale, stavolta dovrà tenere in mano la partita fin da subito. La crescita nel gioco della squadra, su entrambi i lati del campo, è evidente e deve essere la principale garanzia sulle possibilità di portare a casa la vittoria. Per evitare i playoff, l'unica strada è affrontare queste partite come un lungo playoff e giocarle tutte come se fossero decisive. Più si va avanti e più ogni partita avrà un peso decisivo sul destino di una squadra che merita la Serie A e di una città che non merita più un'autoretrocessione.