Settore Giovanile

Macchinosi e imprecisi: Roma Primavera fuori dalla Coppa Italia col Parma

I giallorossi cedono di fronte al Parma: Balduzzi sigla lo 0-1 nel finale. Le assenze e l’infortunio di Nardin pesano

(AS ROMA VIA GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
11 Febbraio 2026 - 15:56

Troppo Parma per una Roma fuori di sé. Che svanisce col passare dei minuti, lentamente, insieme alla Coppa Italia Primavera. Allo Stadio Tre Fontane, lo 0-1 di Balduzzi ai quarti regola il gruppo di Guidi e consegna ai gialloblù, fisici e aggressivi, la prima storica qualificazione in semifinale. Di fronte a una squadra poco proficua, anche frenata dalle assenze. Quella di Arena, in particolare, aggregato al gruppo di Gasperini; poi Lulli e Marchetti, ancora sulla via del recupero e sostituiti da un Nardin non in forma. C’è un solo cambio rispetto all’undici titolare visto col Genoa, con Bah a prendere il posto di Arduini in mediana. Forse, anche un po’ di fatica condiziona la prestazione.

Di fatto, la prima frazione non è per nulla brillante nello sviluppo. E, come se non bastasse, la Roma già macchinosa e poco efficiente incespica al 9’ nell’infortunio del suo laterale destro. Proprio dopo un erroraccio che, se non fosse per l’uscita tempestiva di De Marzi sulla corsa di Mikolajewski, regalerebbe il vantaggio agli avversari. Al suo posto, Carlaccini, ancora fuori ruolo: meno fisicità, più ampiezza sulla destra. Si prosegue, dunque, nel segno dell’imprecisione. Bah e Panico recuperano parecchi palloni, ma questi vengono smistati e gestiti malamente dai due trequartisti Della Rocca e Di Nunzio. Davanti a loro, Morucci è pressoché estraneo al gioco: pochi servizi, ancor meno proposizioni. Il pericolo più consistente arriva dai piedi del neo-entrato romanista, al 20’; mentre la Roma rischia grosso su un’altra verticalizzazione per il 9 avversario: portiere saltato e palla in mezzo da posizione defilata, respinta in corner da Seck. Fin qui, il più lucido tra i centrali, costantemente pressati dalle ali. Da una di queste, Cardinali, arriva un tiro bloccato in due tempi da De Marzi al 37’. Serve però qualcosa in più. Sia nell’impostazione, sia negli ultimi 30 metri di campo. E pare risalire, la squadra di Guidi, al 45’, quando Di Nunzio si ritrova a tu per tu con Astaldi sul gran pallone servito da Bah. La difesa si spezza. Il portiere, no. Le chance ci sono, al contrario della concentrazione.

Alla ripresa è il Parma a imporsi. Le occasioni stentano ad arrivare dalla parte dei ducali, ma la Roma assiste, si stringe nella sua area, a volte cerca di ripartire velocemente senza riuscirci. Tra un mancato colpo di testa di Mikolajewski e la bordata alta di Cardinali, neanche l’ingresso del fresco Scacchi riesce a donare imprevedibilità alla manovra. In fase difensiva, la muraglia romanista capitanata da Mirra, Seck e Terlizzi tiene alla grande, assistita dai laterali Carlaccini e Litti. In realtà, l’occasione per segnare c’è anche nei secondi 45’ e arriva al 74’ (ancora) sui piedi del 33: servito in profondità da un ottimo lancio di Panico, trova un’altra respinta di Astaldi. Sembra, a questo punto, una gara destinata al pari nei 90’ e ai rigori. Così non è. All’88’, sulla sventagliata di Pajsar, è Carlaccini a farsi beffare dal sombrero di Balduzzi, che lo salta e infilza De Marzi per lo 0-1. I minuti che seguono sono fatti di lanci lunghi, spesso fuori misura e frettolosi. Il triplice fischio sentenzia l’uscita di scena dal torneo. E certifica il periodo altalenante della Roma.

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