Tatticamente parlando, l'opportunità di affrontare la Lazio subito dopo l'Inter offre il vantaggio del deja-vu appena cinque giorni dopo, e a più bassi livelli. Conte e Inzaghi allenano due squadre dalle concezioni molto simili - più muscolare e solida l'Inter, più veloce e sfiziosa nel palleggio la Lazio - che adottano lo stesso sistema di gioco e, adesso, anche lo stesso tipo di attaccanti. Fuori causa Correa e non ancora integrato Muriqi, sarà infatti Caicedo a partire al fianco di Immobile nell'immutabile 352 biancoceleste ed è logico immaginare che l'ecuadoriano sarà lo statuario punto di riferimento attorno al quale il napoletano graviterà, proprio come Lautaro sfrutta la presenza fisica e tecnica di Lukaku per inserirsi con i tempi giusti nel cuore delle difese avversarie. A destra sfreccia Lazzari proprio come fa Hakimi per Conte, a sinistra il più compassato Marusic svolge i compiti che erano stati delegati a Darmian domenica scorsa, in mezzo indubbiamente Luis Alberto e Milinkovic-Savic rifiniscono assai meglio il pallone di Barella e Vidal, ma non hanno la stessa improntitudine delle tigri interiste, Leiva è il regista alla Brozovic e dietro Luis Felipe, Acerbi e Radu hanno la stazza di Skriniar, De Vrij e Bastoni, ma con un quarto della somma delle loro valutazioni di mercato (37,5 contro 155, fonte Transfermarkt).

L'Inter, insomma, è più forte della Lazio e la Roma non dovrà temere l'impatto che ad esempio la squadra nerazzurra ha avuto nella partita nel secondo tempo, ma di sicuro potrà temere l'astuzia tattica di Inzaghi. Restano per fortuna lontani gli impacci di quando le estreme pressioni del 433 difrancescano (o del 4231 fonsechiano della prima ora) esponevano i due centrali all'inferiorità numerica di una semplice giocata: la palla alzata su Milinkovic mentre l'esterno di fascia attirava fuori linea Kolarov, con l'immancabile spizzata del serbo verso i due attaccanti nel cuore della difesa ormai sguarnita romanista.
Partiamo dunque dalle pressioni romaniste sulla prima impostazione biancoceleste: come illustrato nella grafica grande, in base all'apertura di gioco a sinistra o a destra (come nel caso in pagina, e a questo facciamo riferimento in questo esempio), ruoteranno i giocatori della Roma con l'attaccante opposto rispetto all'uscita del pallone che stringe centralmente in trequarti, gli altri due attaccanti sul centrale in impostazione, con Karsdorp e Ibanez ad accorciare forte su Lazzari e Savic, e dalla parte opposta Spinazzola a chiudere la linea a 4 per garantire una superiorità numerica centrale o la copertura dello spazio lungo sull'eventuale sviluppo per l'esterno laziale opposto (Marusic). Rischi? I contromovimenti di Lazzari (la cui mobilità potrebbe mettere in difficoltà Karsdorp, in caso di partenza anticipata) e lo spazio alle spalle di Ibanez in caso di lancio lungo su Caicedo in fascia (in questo caso la Lazio segue sempre l'azione con Immobile, Luis Alberto e, per l'appunto, Marusic). Ovviamente in caso di uscita a sinistra il meccanismo di riproduzione sarebbe lo stesso, ma con minori possibilità di alzare il pallone lungo per la minor valenza di Luis Alberto nel gioco aereo. Il lancio su Milinkovic è anche l'opzione di Reina in caso di pressione sul portiere: occhio anche ai rinvii lunghi del portiere spagnolo, ha un calcio potente e assai preciso. Nelle transizioni negative (nel momento in cui, cioè, la Roma dovesse perdere il pallone), grande attenzione dovrà essere fatta in fase di marcatura preventiva su Immobile, bravissimo a posizionarsi tra le linee anticipando i tempi dei difensori o ad aprirsi fuori linea per attaccare immediatamente lo spazio davanti. Sui calci d'angolo, come illustrato nell'immagine sotto, Immobile va fuori dalle marcature e attacca il secondo palo sia sulla battuta diretta sia sulla spizzata di testa del primo palo. E anche Milinkovic va a saltare con forza nella stessa zona. Fonseca dovrà lavorare su questo.

In fase di possesso Roma, le pressioni della Lazio saranno molto spesse offensive (sulla tre quarti) e più raramente ultraoffensive (sulla prima impostazione del portiere) e comunque solo quando se ne crea l'opportunità (magari un passaggio all'indietro non convinto). Solitamente i due attaccanti centrali coprono i tre difensori (si è visto contro Fiorentina, Verona e Borussia Dortmund, tre delle più significative tra le più recenti squadre a giocare con la difesa a tre contro la Lazio) e a volte possono lasciare spazio all'impostazione del regista avversario, se non sale a prenderlo uno dei due intermedi. L'altro controlla a distanza il terzo centrale, mentre il regista è pronto a chiudere sull'altro mediano. Uno spazio invitante per giocare per i trequartisti Fonseca potrebbe trovarlo alle spalle di Luis Alberto, non sempre tempestivo a scalare all'indietro, così spesso la Lazio difensivamente "scivola" verso sinistra, dalla parte di Radu.