A vederli fanno paura: la Roma è la seconda squadra più alta della serie A (prima l'Udinese, con 185,3 cm di media, poi c'è la Roma con 185, terza la Lazio) e quando ti arrivano in area Dzeko, Mancini, Smalling, Zaniolo o magari, quando ci sono, Fazio, Spinazzola o Cristante, o Santon o Cetin, per gli avversari sono guai. A Trigoria poi, ormai il laboratorio tattico potrebbe dar lezioni anche ai tecnici di Coverciano: il primato delle reti su palla inattiva è saldamente nelle mani, anzi nelle teste e nei piedi dei giocatori della Roma, già dallo scorso anno. Ma quest'anno l'incidenza è addirittura migliorata. In campionato, su 23 reti, 11 sono arrivate direttamente o indirettamente su calcio piazzato, a cui vanno aggiunte le 3 (su 7) realizzate in Europa League. Il totale è così 14 su 30, la percentuale vicinissima al 50%. L'anno scorso in campionato alla fine furono 28 i gol su palla inattiva (su 66 in totale).

Nel pressing romanista si accetta il due contro due difensivo, con Dzeko e Pellegrini sui due centrali difensivi, Veretout su Tonali, Kluivert e Zaniolo sui due terzini, Florenzi e Kolarov più accentrati sulle le mezze ali, Diawara su Romulo e, appunto, i centrali su Torregrossa e Donnarumma

Comanda Kolarov

Il dettaglio ci dice che è ancora Kolarov il re dei calci piazzati e scaricati direttamente alle spalle dei portieri avversari, con quattro reti, di cui due su punizione (contro Genoa e Bologna) e due su rigore (con Lazio e Udinese). Sarebbero stati cinque se avesse segnato anche contro il Napoli. Alle sue spalle con due reti a testa Dzeko e Smalling: il bosniaco ha realizzato di testa contro il Milan, andando a deviare in rete (con la maschera a protezione della frattura allo zigomo) una torre di Mancini su corner di Veretout, e di piedi domenica su assist di Smalling (angolo di Pellegrini); l'inglese ha segnato contro il Brescia con la complicità di Cistana e a Udine di piede su corner di Veretout.

Grosso è stato più prudente, tenendo i due centrali su Dzeko e chiedendo maggior elasticità di scelta nelle pressioni (a seconda dell'uscita in palleggio), con Romulo in pressione su un centrocampista con l'aiuto della punta non di zona palla

Una rete a testa per Cristante e Zaniolo (uguali le modalità delle loro reti: colpo di testa svettando sul primo palo su corner a uscire l'uno di Pellegrini contro il Sassuolo e l'altro di Veretout contro il Borussia Moenchengladbach all'Olimpico), e poi per Fazio (piedone su punizione laterale di Kolarov nel ritorno in Germania) e per Spinazzola (testa sul secondo palo su corner di Pastore a Graz contro il Wolfsberger). Come si può vedere, sono diverse le soluzioni individuate da Fonseca, ma le costanti sono i calci a uscire (quindi di un destro da destra, solitamente Pellegrini o Veretout o Pastore, e di un sinistro a sinistra, quasi sempre Kolarov) sui corner e a rientrare sulle punizioni laterali. Sul primo palo andava Cristante, ora vanno Zaniolo e Diawara, Dzeko e Mancini restano nel mezzo, Smalling va sul secondo. La curiosità è che nel primo tempo con il Brescia non sono bastati per far gol 9 angoli, nei primi 4 del secondo sono arrivati 3 gol.

Qui un rischio che la Roma ha corso per pigrizia. Su una punizione a centrocampo, Florenzi ha le mani sui fianchi e tiene in gioco Donnarumma

Il divario crescente

Se nel primo tempo sia dal punto di vista tattico sia per le occasioni costruite la gara tra Roma e Brescia è stata piuttosto equilibrata (all'intervallo il dato degli expected goal era di poco superiore per la Roma, 0,75 a 0,50), nel secondo il divario è cresciuto col passare dei minuti fino a diventare schiacciante, come testimoniato dal risultato reale (3-0) e da quello potenziale (xg: 2,66 a 0,57). Nel primo tempo la Roma non aveva mai tirato in porta (il Brescia l'aveva trovata con Ndoj, Lopez aveva respinto a mano aperta), nel secondo la Roma ha calciato in continuazione, e alla fine il numero è arrivato a 23 conclusioni, di cui 6 nello specchio.

Quando Tonali manda direttamente sopra la linea quella palla trasversa così ben teorizzata da Spalletti, l'attaccante bresciano parte con i tempi giusti e la Roma sarebbe fregata, ma per fortuna di Pau Lopez il lancio risulterà lungo

Tre gol segnati, due annullati per una questione di centimetri (la palla uscita dalla linea laterale nell'azione che aveva portato al gol di Zaniolo, il fuorigioco di pochissimo di Dzeko sull'assist di Kolarov) e tante altre occasioni, soprattutto con Edin fermato due volte da altrettante prodezze di Joronen, e anche col neo entrato Ünder. Insomma, una produzione offensiva importante e una tenuta difensiva significativa e sempre molto lontani dalla porta. Tutti segnali di buona salute.

In questo caso sul corner di Tonali, il castelletto di giocatori della Roma a zona si fanno un po' tutti attrarre dal pallone: così, dalle parti del secondo palo, Donnarumma (nel cerchietto) si libererà alle spalle di tutti (e davanti a Kolarov) e salterà indisturbato, mandando però il pallone alto

Quarti in A, quinti in tutto

In assoluto la Roma non ha picchi di eccellenza nei dati generali delle statistiche per squadra: nella classifica dei tiri e dei gol la squadra rispecchia sostanzialmente il dato della classifica generale (col pareggio di ieri del Cagliari a Lecce, è stato mantenuto il quarto posto a pari merito con i sardi). Nelle reti è quinta al fianco della Juve a 23, dietro Atalanta (31), Lazio (30), Inter (29), Cagliari (25). Quinta anche nei tiri totali (con il Napoli inserito nei primi quattro al posto dell'Inter), quinta nei tiri nello specchio, quinta nei tiri fuori. È quarta assieme all'Inter nei pali colpiti (7), ma è invece prima in altre due particolari classifiche, un po' meno significative: i calci d'angolo guadagnati (con i 16 di domenica il totale è lievitato a 97, ben 8 in più dell'Atalanta seconda) e i gol di testa (cinque, primato condiviso con Cagliari, Fiorentina, Inter e Napoli).

Sul corner di Pellegrini al 4' st Smalling resta dietro a tutti, schiacciando poi la palla sulla coscia di Cistana che ingannerà Joronen

La nuova costruzione

Con il ritorno di Mancini in difesa, Fonseca ha nuovamente cambiato qualcosa sotto il profilo della costruzione del gioco. Se nel precedente ciclo di partite in cui l'ex atalantino era costretto a giocare a centrocampo per la mancanza di elementi di ruolo ci si era adattati a una impostazione con tre difensori centrali un po' come fa l'Atalanta, contro il Brescia si è tornati a un'impostazione classica con i due centrali, i terzini più alti e Diawara in regia, quasi mai però sulla linea dei difensori. Il guineano rimaneva sempre qualche metro più avanti a ricevere il pallone dai centrali, mentre Florenzi e Kolarov salivano sul campo, Zaniolo e Kluivert si accentravano ai fianchi di Veretout, incursore a tutto campo, e davanti Pellegrini sembrava più una seconda punta che un trequartista.

Qui l'azione nasce da una respinta da un altro calcio d'angolo, al 12' st, con Kluivert che va a tagliare una splendida palla forte e tesa verso Smalling, ancora bravo a staccarsi alle spalle dell'ultimo difensore: da lì arriverà la sponda per Mancini che segnerà il gol del 2-0

Una sorta di 2332 in fase di possesso (con Diawara e Veretout mai affiancati, ma sempre in verticale) che diventava una sorta di 4141 in non possesso, quando l'ex napoletano si accoppiava con Romulo e l'ex fiorentino copriva la zona di Tonali, il regista avversario. Come dicevamo prima, se nel primo tempo il Brescia si è fatto anche valere davanti, nella ripresa i rapporti di forza si sono delineati come la classifica suggeriva (del resto la squadra di Grosso e fino a venti giorni fa di Corini è in assoluto quella che ha il minor dato di possesso palla nella metà campo avversaria, appena 7'34" di media).

Fortezza Olimpico

Con i tre punti di domenica, la Roma ha consolidato il suo secondo posto nella classifica che tiene conto solo delle partite in casa, con 14 punti (come la Lazio, che però finora ha giocato all'Olimpico una partita in meno), alle spalle della Juventus a 18 (6 vittorie su 6). L'unica sconfitta maturata finora è stata contro l'Atalanta. Nelle gare in trasferta invece è appena sesta.

Il gol del 3-0, al 21' st, è identico a quello dell'1-0: stesso autore del cross, stesso autore del colpo di testa. Stavolta sarà Dzeko a giovarne, per il gol del 3-0