La classifica, con l'asterisco accanti ai nomi di Sampdoria, Roma, Lazio e Udinese che devono recuperare le partite non giocate, parla chiaro: Napoli e Juventus sono state, in quest'ordine, le squadre migliori di tutte di questo girone d'andata appena chiuso, poi Inter, Roma o Lazio (appunto, a seconda dei recuperi) e poi Sampdoria, e via via tutte le altre, a scendere fino al Benevento. Il miglior attacco è quello della Juventus (48 reti, media 2,5 a partita), davanti a Lazio (43), Napoli (42) e Inter (ultimo il Benevento, appena 10 reti segnate), la miglior difesa è quella della Roma (12 gol incassati, media 0,66) poi Napoli (13, media 0,68), Inter 14 e Juventus 15 (in fondo ancora il Benevento, 41). Ma allargando il quadro ad altri dati possiamo verificare quali siano state le squadre più offensive, quelle più precise, quelle più corrette. Ci sorreggono in questo senso le classifiche stilate da Opta, nostro partner per ogni tipo di approfondimento tattico.

Lazio e Juve più precise

Il dato più evidente rispetto alla mole di azioni offensive costruite dalla Roma è quello che mette a nudo la sua scarsa percentuale realizzativa. La squadra di Di Francesco arriva a concludere più di ogni altra squadra, ma la sua precisione è piuttosto bassa. E infatti nella classifica della percentuale realizzativa (e cioè il rapporto tra i tiri e le reti realizzate) la Roma è appena all'undicesimo posto, con un dato che si attesta intorno al 12,3%. Lazio (la più precisa) e Juventus sono oltre il 20%. Significa che per fare un gol la Roma deve tirare più di otto volte verso la porta avversaria, mentre alle altre due squadre ne bastano cinque. Anche il Napoli potrebbe far meglio (15,7%): in classifica è preceduto pure da Sampdoria, Udinese e Bologna. Tra le grandi (o presunte tali) il Milan è quella messa peggio: con un dato inferiore al 10% (un gol ogni dieci tiri), peggio hanno fatto solo Genoa, Crotone, Sassuolo e il derelitto Benevento. Significa che la Roma ha attaccanti scarsi? Più probabilmente si può sostenere che in questo girone d'andata hanno dimostrato un'indice di qualità inferiore rispetto a quello della Juventus e della Lazio e delle altre squadre che vengono prima in questa specifica classifica. Qui c'è un enorme margine di miglioramento per la Roma.

La mentalità offensiva

Ma partire dal dato della scarsa incisività degli attaccanti per dire che la squadra giallorossa abbia una proposta offensiva non efficace è un falso storico. Anzi, forse mai come quest'anno la Roma ha saputo costruire una mentalità offensiva spiccata e lo dimostra il fatto che ha giocato contro tutte sempre allo stesso modo, sia che si trattasse di stanare il Benevento sia di affrontare Juventus (o il Chelsea e l'Atletico Madrid, in Champions League) a casa loro. Basti vedere i dati incrociati di possesso palla (il primo indicatore che rivela la volontà di fare la partita) con quello del baricentro medio (la posizione in campo della squadra) e infine quelli dell'atteggiamento della linea difensiva, e quindi numero di fuorigioco provocati e altezza della linea sul fuorigioco. Nel possesso e nel baricentro solo il Napoli ha fornito dati più "offensivi", ma le distanze sono molto meno marcate rispetto a quelli delle prime giornate di campionato, a conferma del fatto che la squadra di Sarri ha affrontato questo torneo avendo già tutte le competenze sin dalla prima giornata mentre la Roma è notevolmente cresciuta nel tempo. Nell'atteggiamento sul fuorigioco e nel numero dei fuorigioco provocati, invece, la Roma è prima tra tutte. Nessuna linea è più alta di quella di Di Francesco e nessuna squadra costringe gli avversari a cadere nella rete del fuorigioco più della nostra. Il dato, accostato al numero delle reti subite, è molto significativo perché conferma la straordinaria organizzazione difensiva "generale". Mentre resta purtroppo marcato il numero degli errori singoli che hanno impedito finora alla squadra di raccogliere quanto meritato. E in questa rubrica di errori ne abbiamo analizzati parecchi, dalle leggerezze difensive col Torino in Coppa Italia a quelle che ci hanno fatto perdere terreno in campionato tra Juventus e Sassuolo. Ma la strada è giusta: basti vedere l'evidente miglioramento del Napoli grazie proprio al continuo lavoro di Sarri. In queste classifiche balzano agli occhi altre curiosità: l'apparente cautela della Juventus, ad esempio, che resta a metà classifica nel baricentro medio e addirittura al penultimo posto nei fuorigioco provocati, il grande coraggio offensivo della Sampdoria (molto in alto in tutte le classifiche) e la grande attenzione difensiva della Lazio, ultima per atteggiamento sul fuorigioco, terz'ultima nei fuorigioco provocati, quattordicesima nel baricentro medio e a metà classifica nel possesso palla. A conferma del fatto che si può essere efficaci anche con una modalità poco offensiva, ma molto redditizia nel controgioco.

La squadra più corretta

E ad aumentare il fascino della squadra di Di Francesco concorre anche la sua correttezza. Con appena 23 ammoniti e la sola espulsione di De Rossi a Genova (nelle circostanze che tutti ricorderanno, quindi non certo un fallo pericoloso, ma una reciproca strattonata evidenziata dalla teatrale reazione di Lapadula e poi giustamente sanzionata dall'arbitro), la Roma è la squadra meno colpita dai direttori di gara. Una sola squadra è ancora a quota zero cartellini rossi, l'Inter. Mentre nessuno ha preso meno gialli dei romanisti: i più vicini sono gli atalantini con 28, poi Lazio, Crotone e Juventus con 29. Ben quattro, di contro, le espulsioni ai danni dei giocatori di Verona e Milan. Non è un caso, infine, che ai vertici della classifica dei falli fatti, intendendo le squadre che ne hanno fatti di meno, ci siano anche le squadre che giocano meglio. Facendo riferimento alle medie di falli per partita (rispetto alla classifica assoluta pubblicata in queste pagine va sempre considerato che quattro squadre devono ancora disputare una partita) le più virtuose sono state finora Napoli (10,2), Juventus (10,9) e Roma (11,1). Sono le più forti, è vero, ed è anche naturale che siano i giocatori degli avversari a ricorrere alle scorrettezze per fermarle, ma c'è sempre coerenza tra le squadre che giocano meglio e la correttezza regolamentare: non a caso Sampdoria, Lazio e Atalanta sono molto su e il Benevento (che da Baroni a De Zerbi ha comunque sempre provato a giocare) ha ben sei squadre dietro le sue spalle.