Punto e virgola

Gasperini e i giocatori, corpo unico con lo stadio

Il tecnico non ha mai visto uno stadio come quello che troverà domani sera, che in certe occasioni non solo ha contribuito, ha proprio segnato i gol che sono serviti per qualificarsi

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Daniele Lo Monaco
18 Marzo 2026 - 06:00

Gian Piero Gasperini non ha mai visto nella sua carriera uno stadio come quello che si troverà al suo fianco domani sera. Non lo sa ancora, ma forse ha intuito qualcosa in questi mesi. Sarà quello stadio che in certe particolari occasioni non solo ha contribuito, ma ha proprio segnato i gol che sono serviti alla Roma per qualificarsi.
Solo prendendo riferimenti recenti, e quindi senza tornare ai fasti di Roma-Barcellona, il 14 aprile del 2022 i giocatori del Bodø capirono in quale inferno erano precipitati solo dopo aver incassato il quarto gol; il 5 maggio Abraham regolò subito il Leicester con l’assist della Curva Sud e poi l’Olimpico trasferito a Tirana aiutò Zaniolo a segnare e Rui Patricio a difendere portando a Roma la Coppa che ci ha fatto tornare a piangere di gioia.

L’anno dopo Salisburgo e Real Sociedad furono spazzati via da uno stadio in delirio e quando ai quarti Paixao del Feyenoord segnò a dieci minuti dalla fine il gol che avrebbe portato gli olandesi alle semifinali sono scesi in campo tutti i 66742 spettatori di quella fantastica notte ad accompagnare quel tiro di Dybala in fondo al sacco, aprendo la porta ai supplementari che stordirono i poveri ragazzi di Slot: l’arbitro pensa un po’ era Taylor, e non fece (ancora) danni; la Roma vinse pure col Bayer Leverkusen nell’andata delle semifinali, ma nulla poterono i 40000 di Budapest in finale contro il Siviglia. Molto poté Taylor.

L’anno successivo De Rossi mise in fila Feyenoord, Brighton e Milan guidando dal campo l’esercito di sognatori che ipnotizzò gli avversari dagli spalti. Ed è inutile raccontare a chi non c’era che cosa hanno vissuto tutti quelli che erano presenti un anno fa di questi tempi (era il 6 marzo 2025) nella sera della sfida con l’Athletic Club, con Ranieri in panchina. Ma è di sicuro qualcosa di molto simile a quello che si vivrà domani. Gian Piero ancora non lo sa, e sarà una splendida sorpresa. Lui e la squadra hanno fatto un gruppo granitico, e speriamo che presto ci sia anche ogni corpo della società al loro fianco, e lo stadio sarà ancora una volta fornace e volano. Potrà essere la sua e la nostra ripartenza. Avanti romanisti. «Verso la vittoria».

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