Per la Roma

Siamo pronti a ricominciare

Al primo fischio di Sozza a Verona avevo esultato per la qualificazione Champions. Al secondo avevo messo a fuoco che il campionato era finito. Al terzo avevo iniziato già ad avere nostalgia della Roma...

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PUBBLICATO DA Danilo Per la Roma
09 Luglio 2026 - 08:00

Al primo fischio, dei tre finali, di Sozza – nell’ultima di campionato a Verona – avevo esultato per la qualificazione Champions. Al secondo avevo messo a fuoco che il campionato era finito. Al terzo avevo iniziato, già, ad avere nostalgia della ROMA.

Capita così ogni anno, tutte le stagioni. Dal giorno in cui ho messo in sincro la mia esistenza con il calendario di questa squadra che, nel tempo, mi si è conficcata nella carne come quei chiodi che poi, alla fine, restano lì per sempre. Per alcuni, tutto questo, è un limite: fine settimana monchi, domeniche rovinate per un gol preso a tempo scaduto, cene saltate, appuntamenti mancati, inviti alle feste rimasti mai aperti e, più in generale, il condizionamento di gran parte dell’organizzazione della mia vita, e a cascata, di tutte le altre persone che mi vivono intorno.
“D’estate sei libero”, mi dicono. Macché, d’estate aspetto.

E mica per mancanza di alternative, anzi. Semplicemente perché la ROMA c’è sempre: nei racconti del passato, nelle speranze per quello che dovrà accadere e, soprattutto, nelle persone con cui condivido questa passione che ci accompagna trecentosessantacinque giorni l’anno. Aspetto, allora: aspettiamo. E, intanto, ne parliamo. Prima contando i giorni, finalmente ieri, che ci dividevano dall’inizio della campagna abbonamenti per riprenderci il nostro posto senza neanche sapere come sarà la rosa che avrà a disposizione Gasperini: non è retorica, è la realtà dal 1984 quando mio padre – dopo mille mie insistenze – sottoscrisse per me il mio primo abbonamento. E poi, di giorni, a contare quelli che restano da qui a lunedì prossimo quando finalmente si ripartirà, per davvero, con l’inizio della preparazione.

Resisterò alla tentazione di scivolare nella nostalgia per i ritiri sulle Dolomiti con le maglie di cotone pesante, i nuovi acquisti già sul campo, i tifosi fuori il cancello ad aspettare i calciatori per gli autografi e qualche amichevole con una improvvisata rappresentativa locale: era tutto fantastico, certo. Ma piuttosto che vivere nel passato preferisco continuare a essere affamato di futuro e pensare che mancano solamente quattro giorni al prossimo giro di giostra.

Non vedo l’ora.

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