Ogni stagione, tutte le stagioni
Perché passano gli anni e Cristante resta titolare? A centrocampo, la Roma non ha mai avuto due giocatori più affidabili. Con Koné diminuisce l'impiego
(GETTY IMAGES)
Questo articolo non dà un giudizio su Bryan Cristante. Ma cerca di dare una risposta alla domanda che, nel corso degli anni, si sono fatti tutti quelli che, invece, un giudizio – negativo – su Cristante l’hanno dato: come mai gioca sempre?
Naturalmente non prendo in considerazione i voli pindarici legati alla banda del sesto (terzo...) posto e mi affido, casomai, alla soluzione più semplice: perché a centrocampo non abbiamo mai avuto due giocatori più affidabili.
Già, perché lì in mezzo ne giocano due e in rosa, dal giorno del suo arrivo dall’Atalanta, la ROMA, al massimo, per un motivo o per un altro si è sempre o quasi fermata a uno. E basta riavvolgere il nastro per rendersene conto: estate del 2018, arriva Cristante. Sapete l’anno dopo, in quella zona di campo, quali giocatori erano stati comprati? Diawara, Villar a gennaio e Veretout. E se Veretout, seppur con caratteristiche differenti, il posto glielo avrebbe potuto togliere... non dobbiamo dimenticarci che il francese, numericamente, era andato a coprire il vuoto lasciata da De Rossi.
E voi tra Cristante, Villar e Diawara chi avreste fatto giocare?!? Domanda retorica, risposta scontata.
Le due stagioni successive, eccezion fatta per Sergio Oliveira a gennaio, sapete in quella posizione chi era arrivato? Nessuno. E allora: nessuno o Cristante? E siamo al campionato 22/23 quando Pinto pose, per davvero, le basi per far felici i detrattori del numero quattro giallorosso nel portare, dopo aver ceduto Veretout, nella Capitale una coppia da urlo: Matic e Wijnaldum. Peccato, però, che in pieno agosto – per una sfortunata entrata del giovane Felix – l’olandese si giocò la tibia e la ROMA la possibilità di poter schierare un centrocampo da favola.
In fretta e furia, per coprire quella voragine, arrivò in prestito il guineano Mady Camara. Vi chiedo: Cristante o Camara?!? Non scherziamo.
E se l’arrivo di Paredes, nell’estate del 2023, avrebbe potuto appagare il desiderio di chi non vuole più Cristante titolare, la partenza di Matic riportò tutto al punto di partenza perché poi, oltre all’argentino, sapete chi era arrivato? L’evanescente Aouar e, per l’infermeria, Renato Sanches.
L’anno successivo – tralasciando quell’Enzo Le Fee che nella migliore non aveva le caratteristiche per ricoprire quel ruolo – con l’arrivo di Manu Koné non a caso si registra il dato più basso per le presenze da titolare di Cristante: solamente ventitré in campionato.
E siamo a luglio scorso: fuori Paredes, Massara dopo aver rincorso Rios – lui sì, un titolare – virò su El Aynaoui. Certo: il marocchino, rispetto a molti suoi predecessori, ha il pregio di essere un giocatore vero con senso della posizione e buona interdizione ma anche i più strenui estimatori si saranno accorti che, con l’eccezione di alcune gare, durante tutta la stagione è mancato troppo spesso per intraprendenza al punto da spingere Gasperini a schierarlo da titolare, in campionato, solamente otto volte.
Esemplificativa l’ultima a Verona: fuori anche con Koné a mezzo servizio. Ecco, si parla sempre della cessione del francese per generare queste benedette plusvalenze ma poi, raramente, ci si chiede quanti altri centrocampisti di valore andrebbero comprati – al netto della crescita di Pisilli e dello stesso El Aynaoui – per allestire, tanto più per la Champions, un reparto davvero competitivo.
Non più uno ma due.
E, allora, anche voi, ancora una volta, avete la sensazione che non verrà realizzato il sogno di chi avrebbe voluto vedere Cristante in panchina?
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