È stata sufficiente una sola settimana, quella passata dalla partita di Londra con il Chelsea all'incontro casalingo con il Crotone,per far tornare qualche bocca storta. È vero che, da romanisti, ci ricordiamo mercoledì più divertenti dell'ultimo.Non tanto per il secondo 1-0 di fila, quanto per l'istantaneo ritorno nella lista degli indisponibili di Karsdorp. C'è solo un modo per battere la sfortuna: ignorarla con arroganza. Così, stasera con il Bologna, «conta solo vincere. Al resto penseremo dopo», come ha detto ieri Eusebio Di Francesco. Il dopo si chiama Chelsea e sarà il penultimo appuntamento del secondo miniciclo che si concluderà domenica prossima contro la Fiorentina . Un tempo abbastanza lungo per cominciare a vedere pro e contro di una squadra che continua a pagare, in termini di reputazione e di autostima, la partita non giocata a Marassi contro la Samp. Una squadra che comincia a mettere in fila numeri importanti, come quelli della migliore difesa del campionato con appena cinque reti subite (tre in un'unica maledetta partita). Inoltre, solo una di queste è stata concessa nei primi tempi, altro record in questa stagione di A, dove i giallorossi hanno già messo in fila sei partite con la porta inviolata (primato in A); nello scorso torneo il sesto clean sheet arrivò a metà dicembre. Segniamo poco, è vero, e facciamo fatica se Dzeko si prende una pausa. Chi lo avrebbe mai detto con Di Francesco? Ma proprio le difficoltà che abbiamo incontrato finora in una fase di gioco "facile" per il mister, induce all'ottimismo e ci porta a pensare che tra le squadre che stanno lassù,proprio la Roma è quella che ha i più ampi margini di miglioramento.

Dzeko è arrivato al tiro 48 volte. Solo Dybala e Insigne hanno fatto registrare gli stessi numeri. Dunque, cuore e testa all'Olimpico, dove arriva una squadra strana, il Bologna appunto, che se giocasse sempre in trasferta sarebbe tra le prime del campionato. Nove dei quattordici punti della squadra allenata da Donadoni, infatti, arrivano da partite giocate fuori casa, dove tra l'altro ha subìto solo tre gol. Si scende in campo a ottobre, come nel 2001. Quella volta era il primo ottobre e si giocava la prima giornata di un campionato che alla fine disse Scudetto per noi. Finì 2-0 e il primo gol - il primo della cavalcata tricolore - lo segnò (manco a dirlo) Francesco Totti. È destino che Bologna richiami una "prima volta". Contro gli emiliani, segnò il suo primo gol in serie A, Agostino Di Bartolomei,imitato qualche anno dopo da Paulo Roberto Falcao. Sempre ottobre e sempre Bologna anche per Nainngolan, che nel 2010 alla squadra allora allenata da Alberto Malesani, segnò il suo primo gol nel massimo campionato. E, visto che ci siamo, il Bologna è, alla pari del Genoa,la squadra a cui Alessandro Florenzi ha segnato più gol in Serie A (tre in sei presenze).

A proposito di prime volte,non capita spesso in Serie A che padre e figlio si incontrino da avversari. Roma-Bologna è anche questo, papà Eusebio contro il "piccolo" Federico, un domani ricco di aspettative, ma «dalla prossima domenica», come ha scherzato il mister in conferenza stampa. Tra l'altro, Di Francesco è rimasto imbattuto in cinque delle sette precedenti sfide da allenatore contro il Bologna in Serie A; tuttavia le due sconfitte sono arrivate nelle ultime tre. Al di là dei risvolti romantici della sfida, c'è un dato curioso sulla sfida di domani all'Olimpico: si scontrano la squadra con più ammonizioni della Serie A - il Bologna 29 - e quella con meno, la Roma, che ha collezionato solo 8 cartellini gialli. Dando retta ai numeri, il risultato meno probabile è il pari. Nelle 5 trasferte di questo campionato, mai la squadra di Donadoni ha diviso la posta in palio. La Roma, dal canto suo,vanta una striscia aperta di 15 partite senza pareggi in campionato. Solo il Cagliari, con 19 incontri, può vantare un numero maggiore.