Nella giornata di campionato introdotta dalla prosa volgare e raffazzonata di Lotito a togliere voce all'incantevole inno alla vita del diario di Anna Frank (dei sovrapposti cori della Sud parliamo altrove), succede che sul campo vincono tutte le più forti e quindi anche la Roma. Chi più largo, chi più risicato, ma quel che conta è stare in vantaggio quando l'arbitro fischia tre volte. Nel gruppone c'è anche la Roma che rende d'oro un rigore concesso per un intervento molto ingenuo di Mandragora su Kolarov (che il serbo potrebbe evitare solo saltando: ma in quale regola sta scritto che un giocatore in corsa debba saltare in aria per evitare che un avversario lo sbatta a terra?) e lo trasforma nei tre punti che servivano alla vigilia. I destini del campionato si decideranno altrove e molto più avanti nella stagione, probabilmente quando ricomincerà a far caldo. E oggi che comincia a far freddo ci scaldiamo all'idea che ogni partita tifiamo per una squadra con una diversa identità ma che alla fine produce lo stesso risultato.

Nessuno oggi può rispondere alla domanda che ci frulla per la testa e che quaranta giorni fa aveva una risposta scontata:la Roma è da scudetto? Fino alla vigilia della sfida con il Verona, giusto in coincidenza con l'uscita di questo giornale, i tifosi delle altre squadre e quelli della Roma che però non avevano gradito l'ingaggio di Di Francesco,consideravano a fatica la squadra giallorossa tra le candidate al quarto posto, l'ultimo da quest'anno buono per la qualificazione alla Champions. Oggi la considerazione generale è diversa. Perché da allora a oggi la Roma ha inanellato sei vittorie su sette partite, lasciando i tre punti solo al Napoli in una sfida in cui il pareggio alla fine sarebbe stato il risultato più giusto. E c'è un dato in particolare che dà fiducia: sono stati appena cinque i gol subiti, nessuno finora ha fatto meglio.Anche ieri, la prova della difesa romanista, nuovamente cambiata negli interpreti,è stata perfetta: una sola sbavatura, nel primo tempo, su un cross lungo da destra su cui proprio l'ultimo arrivato, Karsdorp, è saltato fuori tempo. Su difese così ci si può costruire qualsiasi fortuna.