Era il nostro auspicio, neanche troppo amichevole a dir la verità. In fondo, visto che anche Monchi aveva ironizzato sul suo vecchio ruolo interpretato in campo per disinnescare le prime voci relative alla possibile cessione di Alisson («l'unica possibilità che vedo al momento è perché io ho intenzione di rimettermi in porta», era il 21 maggio), ieri sul giornale abbiamo chiesto a lui di rimediare in poco tempo alla grave perdita tecnica causata dalla cessione del brasiliano. E lui in poco tempo (talmente poco che vien da pensare che fosse tutto già pronto) ha battuto due colpi e, soprattutto, ha messo il suo faccione a garanzia della bontà del lavoro che la società sta facendo in questi tumultuosi giorni d'estate. Al 90% il tesorone, altro che tesoretto, garantito dal Liverpool per Becker sarà reinvestito in due acquisti di ottimo livello e al momento le indicazioni portano al portiere rivelazione della Svezia ai recenti mondiali, Robin Olsen, e all'esterno brasiliano del Bordeaux di 21 anni, Malcom, inseguito da tanti club eppure ammaliato dall'offerta della Roma.

Che cosa sia oggi la Roma evidentemente Monchi sa spiegarlo meglio di quanto non faccia Pallotta, lo ha spiegato a tutti i calciatori trattati in questi mesi e sono tutti corsi a Trigoria, e tutti oggi non fanno altro che ringraziarlo per l'opportunità, e lo ha spiegato anche ieri in una conferenza stampa intensa e divertente, piena di spunti e ricca d'ironia (persino nel commiato, con quell'invito caduto nel vuoto ai cronisti di fare domande sulla sfida calcistica del giorno prima vinta dallo staff giallorosso sui giornalisti per 7-3, con Monchi in porta e Totti in attacco).

Oggi, ha detto, guidare la Roma significa buttare un occhio a Wyscout (la piattaforma online che consente in tempo reale di osservare ogni minimo dettaglio di qualsiasi giocatore del mondo) e un altro al foglio excel in cui sono costantemente aggiornati tutti i parametri economici e finanziari del parco giocatori di proprietà della società giallorossa: «Sapete meglio di me - ha continuato indossando lo sguardo più serio - che altre società sono fallite per non aver seguito questi percorsi, altre ancora sono state escluse dalle competizioni europee, altre hanno avuto pesanti limitazioni sul mercato. Io faccio l'interesse della Roma e quando arriva un'offerta la valutiamo e poi decidiamo per il meglio della Roma». Oggi, per Monchi e presumibilmente per Di Francesco, Alisson in meno, Malcom e Olsen in più, con un certo scarto economico attivo, rappresentano qualcosa di meglio per la Roma. Altro che «tornatene a Siviglia», una frase che d'istinto lo stesso Monchi ha compreso poter girare nelle teste dei tifosi più inquieti: «Ci tornerò davvero se tempo un paio d'anni non avrò vinto niente». Non accadrà. Scommettiamo?