Sognare, si sa, non costa nulla. E così stavolta voglio esagerare, sognando qualcosa di straordinariamente prezioso. Per questo, il mio non può essere un sogno dozzinale, uno dei tanti, uno anonimo o in bianco e nero; no, stavolta voglio sognare a colori. Due. Giallo e rosso. Sogno che domenica sera la Roma batta la Juventus per uno a zero con un gol di Edin Dzeko. Troppo? Macché: è già successo, anche se il punteggio non è stato esattamente uno a zero. Impossibile? Impossibile, no; forse poco probabile, ma nel calcio mai dire mai. Perché, ad esempio, sabato scorso Dzeko era praticamente un calciatore della Juventus e la gara di domenica sera l'avrebbe dovuta giocare con la maglia della Vecchia Signora. Poi, le cose sono cambiate ed Edin, se non ci saranno altri colpi di scena nelle prossime ore, sarà ancora da questa parte, cioè dalla nostra parte e nemico dei campioni d'Italia.

Allora chiudete gli occhi e sognate (ma potete farlo pure con gli occhi spalancati), perché sarebbe bellissimo un suo gol decisivo nella Sfida dei Mille dell'Olimpico. Non dar retta ai sogni, si dice a Roma, ma perché non sperare che – finalmente – una favola in giallo e rosso possa chiudersi con un lieto fine? E non mi importa sapere se, in caso di gol, Dzeko esulterebbe o resterebbe impassibile (chissà, poi, perché: i calciatori sono strani...), ma io esulterei come un matto, e sono certo che lo stesso farebbero tutti i tifosi della Roma. Perché conta la vittoria della Roma, non chi la firma. E contro la Juventus (sono sincero: non solo contro la Juventus...) mi prenderei anche un gol brutto sporco e cattivo.

Cinque anni fa, seconda giornata di campionato (la prima era stata a Verona...), Dzeko mise in castigo la Juventus con il suo primo gol romanista: sì, lo so, sono un inguaribile romantico, uno che crede ancora alle favole ma non voglio arrendermi all'idea che domenica non possa cominciare un nuovo percorso, una nuova storia, una nuova vita. Per Edin, per la Roma e per tutti quelli che hanno una Lupa tatuata sul cuore. E, nell'attesa, voi dirigenti per favore date una bella occhiata alla lista dei calciatori...

PS: Se Dzeko (per ora...) c'è, non c'è ancora il vice Dzeko. Cioè la sua riserva. E non è una bella notizia. In casi come questo, i sogni contano zero: conta soltanto la realtà che significa sistemare - prima possibile – la rosa e dare a Paulo Fonseca un gruppo al completo. Così, eventualmente, sarebbe (ancor) più facile far passare il portoghese per l'unico responsabile di tutti i mali della Roma. Già oggi lo sport più praticato nella Capitale, Trigoria compresa.