Ci ha giocato un po' anche in conferenza-stampa, Eusebio Di Francesco: «Magari alto a destra non giocheranno né El Shaarawy né Defrel, ma uno con caratteristiche più difensive». L'idea, nel caso, è partire con Peres terzino e Florenzi più alto. Non Gerson che a Bologna l'ha deluso e per stasera non è stato mai preso in considerazione nonostante alcuni precedenti specifici tipo Firenze e Londra, quando il brasiliano fu schierato in quel ruolo a sorpresa e fece, peraltro, benissimo.

Florenzi in attacco invece ha giocato solo due volte da titolare: a Milano col Milan (con El Shaarawy alto a sinistra) e in casa col Napoli, con il 4231. Più gli ultimi, assai apprezzati minuti col Crotone. Ieri nella partitella di rifinitura del Camp Nou Florenzi e Peres sono stati schierati in due squadre diverse, ma l'allenatore si è divertito a mischiare le carte (con Manolas diviso da Fazio, ad esempio). Poi ha provato le palle inattive.

La scelta che lo aspetta, e che probabilmente scioglierà solo stamattina, è anche filosofica: con Florenzi spostato più avanti e Peres inserito in difesa avrebbe maggiori garanzie di copertura in fase di non possesso, ma forse svelerebbe un timore che ieri in conferenza stampa è sembrato non appartenergli. Con El Shaarawy, invece, manderebbe in campo una Roma più offensiva, con tre punte vere.
Paradossalmente gli uomini migliori in quel ruolo per affrontare il Barcellona sarebbero stati due su cui Di Francesco stasera non potrà contare: uno, Ünder, è rimasto proprio a casa, l'altro, Defrel, è qui, ma non ha i novanta minuti nelle gambe. Così Di Francesco rimugina e rinvia la decisione. Sa, ma ovviamente non lo dirà mai, che quella di stasera sarà una grande occasione per la sua squadra ma anche una grande vetrina personale, quanto meno per dimostrare che il coraggio nel calcio può pagare, che il suo calcio non è utopico, che si può anche venire al Camp Nou a giocare pressando alto e alzando anche la difesa.

Ecco cosa c'è dietro la scelta che solo oggi verrà svelata: se ragionasse davvero da integralista, dovrebbe inserire senza alcun dubbio El Shaarawy e morire, nel caso, con tutti i Filistei. Ma non ha alcuna intenzione di sacrificare sull'altare del calcio più offensivo la possibilità per la Roma di vivere una partita più accorta, e magari perfino più intensa. Con maggiore attenzione in fase di non possesso, ma con continui inserimenti da dietro che potrebbero portare, negli spazi che spera il Barcellona possa concedere, ad attaccare la porta con più frecce. Pronte ovviamente a rientrare dietro la linea della palla. Stasera se ne saprà di più. Come ha promesso, ha voluto tenere tutti sulla corda fino all'ultimo.