Cè chi segue una linea retta e chi una linea spezzata. Ma la destinazione del tragitto dei quasi tremila romanisti in viaggio è la stessa: Camp Nou, Avenida Aristides Maillol s/n, 08028, Barcellona. Molti sono arrivati o arriveranno col volo diretto da Roma, un low-cost che nelle ore immediatamente successive al sorteggio ha smesso di essere tale. Chi non si è sbrigato a comprarlo ha preferito deviare per non dover spendere oltre seicento euro per un volo che di solito non ne costa più di cento. Alcuni hanno scelto la tappa italiana: Pisa o Milano, principalmente, per prendere un low-cost degno di questo nome. Altri hanno invece optato per una tappa spagnola: chi passando per l'Andalusia di Monchi, chi invece per quella che è la capitale spagnola e – chissà ancora per quanto – la capitale anche dei catalani. Ma non glielo dite che si arrabbiano.

Barcellona sta vivendo un periodo strano e si vede. Sui balconi abbondano le bandiere giallorosse. Sarebbe bello poter dire che sono tutti romanisti carichi per stasera, ma non è così. Sono invece bandiere catalaniste in ogni declinazione possibile: quella autonomista a strisce semplici, quella indipendentista con la stella bianca in campo blu e infine quella con la stella rossa in campo giallo, per l'indipendenza ma in veste marxista. Di bandiere spagnole, ugualmente giallorosse, se ne vedono invece poche.

Ma la sera, camminando per le vie del centro, si avvista anche un giallorosso più scuro. Sono le sciarpe dei primi romanisti che iniziano a popolare il capoluogo, o la capitale, fate voi, della Catalogna. Camminano per la Rambla in gruppi di quattro-cinque, alcuni senza i colori addosso, ma si riconoscono lontano un miglio. Fermi a guardare la 10 di Totti esposta dal Nike Store della via più famosa di Barcellona, li riconoscono anche i venditori ambulanti, di cui sono facile preda: "Aguacocacolafantacervezahashish"…

Oggi faranno un po' di turismo: chi andrà a scattare una foto dal Parc Guell per mostrare alla madre che "è tuttapposto tranquilla", chi a vedere se hanno finito la Sagrada Familia, chi si sveglierà tardi perché si è già abituato agli orari iberici. Qualcuno forse andrà al museo nel Camp Nou, per vedere con quanto orgoglio il Barcellona espone la Coppa delle Fiere che abbiamo vinto anche noi. In giornata ne continueranno ad arrivare tanti altri e le vie intorno allo stadio si popoleranno di giallorosso e non saranno i colori della Catalogna.

Verso le 18, poi, spariranno tutti. Una parte sfrutterà l'apertura dei cancelli per prendere posto all'ultimo anello dello stadio. Altri stapperanno una birra in un bar e vedranno se il Milan ci fa un favore. Poi, alle 20.45, tutti insieme a soffiare su quel pallone stellato.