Un campionato di calcio è come un lungo percorso a tappe, di cui si conosce il traguardo ma non come lo si raggiungerà. La strada potrebbe sempre riservare sorprese e determinante risulterà la capacità di affrontare le insidie e le possibili sorprese che ogni tappa riserva. Roma-Benevento, all'apparenza, è la partita perfetta per riprendere il cammino interrotto tra dicembre e gennaio. Però, e anche i sassi lo sanno, è pure la classica partita dove una squadra come la Roma ha tutto da perdere, perché se vince fa solo il suo dovere mentre qualsiasi altro risultato farebbe tornare le nubi più scure sopra il cielo di Trigoria, ad una settimana appena dall'importante vittoria di Verona.

I tre punti in casa mancano da quasi un mese e la Roma viene da due sconfitte di fila tra le mura amiche contro Atalanta e Sampdoria. Non solo, i giallorossi non prendono i tre punti all'Olimpico dal 16 dicembre 2017. La partita era Roma-Cagliari e l'1-0 decisivo arrivò all'ultimo minuto con il contestato gol di Fazio. C'è un altro dato che non depone a favore della formazione di Di Francesco e che deve portare la squadra ad affrontare il Benevento con la massima concentrazione. La Roma è già caduta quattro volte all'Olimpico in campionato contro Inter, Napoli, Atalanta e Sampdoria. Dal 2013-2014 ha sempre perso al massimo 2 partite nel contesto casalingo. Sarà quindi necessario vincere e farlo bene, con la stessa convinzione – e possibilmente con uno scarto di gol – della partita d'andata, unico precedente nella storia tra i due club.

Il problema della Roma, finora, è stato il gol. Ed è emblematico, in tal senso, l'andamento in campionato del suo bomber principe. L'ultima doppietta in campionato di Edin Dzeko è stata al Vigorito, nella partita di andata contro il Benevento: da allora l'attaccante bosniaco ha giocato tutte e 19 le partite di Serie A segnando cinque gol. Cifre che spiegano anche perché nelle ultime nove partite di campionato la Roma non ha mai segnato più di un gol a partita, raccogliendo tra l'altro solo 4 pareggi e tre sconfitte. Sono 72 giorni che la Roma non riesce a segnare più di due gol in un match di campionato. L'ultima volta che è capitato risale al primo dicembre 2017, per 3-1 in casa contro la Spal. Mentre in trasferta la Roma non ne segna almeno due dal 5 novembre 2017, Fiorentina-Roma 2-4. In questo caso di giorni ne sono passati 98. La Roma ha segnato 33 gol in questo campionato, 15 in meno della scorsa stagione dopo le prime 23 partite giocate: i giallorossi non ne segnavano così pochi da sedici anni. Numeri non da Roma, inutile girarci intorno. Cifre che impongono una riflessione e, forse, anche dei correttivi. Contro il Benevento i cambiamenti ci saranno, anche se sono più legati alle assenze. Nel centrocampo falcidiato da infortuni e squalifiche, potrebbe pesare in modo particolare l'assenza di Nainggolan, Da quando è arrivato a Roma, il Ninja ha saltato solo 14 incontri di Serie A, in cui la percentuale di vittoria della Roma è scesa dal 63% registrato con lui in campo al 50%.

Il momento è quello che è, ma la Roma ha il dovere e, soprattutto, le qualità per uscirne. Dopo il Verona, un'altra neopromossa sulla strada della Roma, che ha vinto tutte le ultime nove partite di Serie A contro squadre provenienti dal campionato cadetto. Nel parziale, in sei occasioni ha segnato almeno tre gol. Il Benevento, poi, è l'unica squadra nei cinque maggiori campionati europei in corso a non aver raccolto neanche un punto in trasferta finora ed è il club che in questo campionato è stato più tempo in svantaggio (1.030 minuti). Di contro, solo Juventus (1.184) e Napoli (1.024) hanno trascorso più minuti sopra nel punteggio della Roma (868) nella Serie A in corso. L'ostacolo che si presenta oggi all'Olimpico, non è quindi da incubo. Con una vittoria convincente, il passato sarà definitivamente messo alle spalle e si potrà tornare a guardare con fiducia al futuro. Con vista Champions, presente e futura.