Lillo è tranquillo e rilassato. Quando parla di musica e soprattutto quando la fa, si trasforma. Anzi no, resta se stesso. Perché è nata prima la grande passione per la musica e poi tutto il resto è venuto senza programmi, senza ossessione di successo. «Si, è vero, tutta la musica per me è importante e lo è stata. Ma per il rock ho proprio una grande passione. E ai ragazzi che verranno a vedermi e che, magari, del rock degli anni d'oro sanno poco o nulla vorrei dire che devono assolutamente fare qualche ricerca. Andare a pescare nel passato qualche caposaldo di questo genere può riservare loro delle grandissime sorprese». Il rock e il blues per Lillo (ormai per tutti è Lillo anche se il suo vero nome è Pasquale ma crediamo che non si giri neanche più per strada se si sente chiamare così) è qualche cosa di vitale. È benzina di tutti i giorni. Da sempre. Con Gregg, anche come fisionomie ricordano molto i Blues Brothers e lui è un John Belushi perfetto. Sia per le movenze (il ritmo ce l'ha proprio nel sangue e balla benissimo) sia per la simpatia e l'anima trasgressiva. La chitarra, come per Gregg, non è solo uno strumento (che pure sanno suonare) né un semplice accessorio da palcoscenico. La chitarra elettrica lucida e colorata è un segno distintivo di quello che volevano essere, che tutti noi avremmo sempre voluto essere. Star del rock.

 «Con i "Vagabondi" siamo nati poco più di tre mesi fa con l'idea di divertirci - dice Lillo al "Romanista" - di dare sfogo alla nostra grande passione. Sul palco siamo felici, non c'è una programmazione vera e propria nel senso di tourné e date da rispettare. C'è solo cazzeggio e musica e voglia di star bene. Se poi capita in qualche città una situazione, un locale carino e simpatico e amici che vogliono rilassarsi e passare una serata rock, andiamo. Ma così...con leggerezza ed estremo piacere». Nel rifare i Rolling Stones certamente con "Jumping Jack Flash", "It's only rock and roll" sono veramente fortissimi. Ma anche con James Brown e i grandi cavalli di battaglia del genere. D'altra parte la voce di Loredana Maiuri è incredibilmente perfetta per il rock e la sua presenza scenica sia come voce che come movenze  la avvicinano senza demeriti a Tina Turner. Vedere per credere. Il gruppo di "Lillo e i Vagabondi" si esibirà sabato 17 al "Riverside" il locale di via Gottardo 12 fatto su misura per la musica e per questo tipo di eventi "raccolti". Lo spirito è quello giusto e talvolta (ma non sembra questo il caso) si può anche cenare.

Insomma uno spettacolo che Lillo è ansioso di fare, dopo essersi esibito nell'ottobre scorso al Quirinetta. In troppi sono rimasti con la voglia di rivederli e risentirli. «Si, guarda, suonare così è proprio una liberazione - spiega ancora Lillo - devo dire che mi piace tutto quello che faccio, ci mancherebbe altro. La televisione ("faticosa") il cinema ("a me piace di più a Gregg un po' meno") e naturalmente il teatro con le nostre cose e soprattutto la radio, che piace tanto a tutti e due. Ma quando posso cantare e suonare mi sento nel posto giusto». Per quanto riguarda la coppia Lillo e Gregg ormai sono amati da un grandissimo numero di italiani e ogni loro cosa è di un successo travolgente. Pochi sanno passare dal naif al surreale al semplicemente comico al grottesco con la stessa rapidità ed efficacia. Gli sguardi sorpresi di Lillo, la seraficità di Gregg si sono pian piano trasformati in qualcosa di più complesso e profondo, cioè nella nostra vita quotidiana: personaggi e personaggi che si intrecciano e si accavallano nelle nostre menti, fino a "Hitler Tony", imperdibile e anch'esso rock.