Avanti adagio. La Roma torna alla vittoria dopo 50 giorni e lo fa in poco meno di 50 secondi. Sembra mettere subito le cose in chiaro, e legittimare con un primo tempo riversata nella metà campo avversaria. Ma dopo l'acuto turco, non riesce a sfondare e finisce col complicarsi la vita. Fortunatamente senza danni. Prendiamo e portiamo a casa tre punti benedetti.

ALISSON 6,5 - In una giornata che si preannuncia serena fin dai primi istanti di gara, la squadra fa di tutto per intricarla nella ripresa. Forse forte della certezza alle spalle: questo brasiliano sempre sicuro. Con mani e piedi.

FLORENZI 6 - Le ali gialloblù fanno poco per impensierire la Roma sulle fasce. Lui trascorre un pomeriggio di ordinaria amministrazione, eppure spinge solo nel finale, quando il baricentro si è abbassato da tempo. Placido.

MANOLAS 6,5 - Se il Verona non punge il merito è anche suo, che spegne sul nascere ogni velleità avversaria.

FAZIO 7 - È rientrato il Comandante. Vero che davanti a sé il peso offensivo veronese è piuma, ma Federico dopo il turno di riposo sembra un altro. Ovvero se stesso, prima del periodo terrificante che ha travolto la Roma. Al Bentegodi però si rivede il leader difensivo prorompente negli anticipi e imperioso palla al piede. Bentornato.

KOLAROV 6 - Il caratteristico dribbling di tacco d'inizio stagione è ormai "carta letta". Ma non c'è bluff nel gioco di Kolarov: a piccoli passi si riavvicina al piatto. Ancora timidamente rispetto al padrone del tavolo di inizio stagione.

PELLEGRINI 4 - Compromette la prestazione con quell'entrata sconsiderata in avvio di secondo tempo. Rischia di pregiudicare anche il risultato della partita, ma la squadra regge pure in dieci e il Verona fa poco per crearle grattacapi.

STROOTMAN 6,5 - Se nel recupero rendesse giustizia all'ottima iniziativa di Defrel, la sua gara sfiorerebbe la perfezione. È ovunque Kevin, in regia come in interdizione. Tocca palloni in sequenza e ne ripulisce altrettanti, come ai bei tempi della "Lavatrice". Ubiquo.

NAINGGOLAN 6,5 - Lo spostamento di qualche metro più avanti forse non influirà sulla performance, ma sicuramente lo rende più incisivo sulla trequarti, (ri)portandolo spesso al tiro. Non è ancora il Lampard con la cresta ammirato lo scorso anno, ma la strada è quella. Dinamo rimessa in moto.

EL SHAARAWY 6 - La cosa più bella la fa nel momento di maggior pressione offensiva: una palletta dentro per Dzeko, non sfruttata a dovere. Poi lentamente si eclissa, fino a cedere il posto a Perotti.

DZEKO 6 - Comincia con spirito guerriero e al 5' per poco non segna un supergol: palleggio e girata al volo fuori di poco. Poi si dedica a fare il rifinitore più che il finalizzatore. Anche perché dal punto di vista della precisione sotto porta non è giornata. La conferma è sul regalo di Nicolas, che rispedisce al mittente senza complimenti. Per nessuno dei due.

GERSON 6,5 - Entra in campo nei venti minuti finali per il match winner. E lo fa con il piglio giusto: serio, concentrato, anche sacrificandosi in fase di non possesso. Encomiabile.

PEROTTI s.v. - Un quarto d'ora scarso per El Shaarawy: senza acuti.

DEFREL s.v. - Pochi giri d'orologio gli bastano per far rivedere sprazzi del giocatore di Sassuolo: contropiede bello e caparbio e assist al bacio per Strootman, che però spreca.

IL MIGLIORE
ÜNDER 7 - Cose turche: palla rubata dopo pochi istanti e rabbioso sinistro scaricato nell'angolino. La fuga di mezzogiorno (e mezzo) è tutta qui. Ma basta per chiudere la partita, senza attendere gli altri 89 minuti più recupero. Che avrebbero un solo canovaccio - Roma costante ma sterile a presidiare la metà campo avversaria - se i giallorossi non avessero una particolare predisposizione alla sofferenza anche quando non se ne scorgono i presupposti. Fatto sta che Ünder la chiude appena aperta. E solo gli dei del calcio sanno quanta esigenza ci fosse di tornare alla vittoria. Anche in maniera travagliata, sudata, "sporca". Anzi, forse preferibile visti i recenti trascorsi. E la firma (la prima) è di questo folletto venuto da un altro mondo, che per una volta ribalta anche il nostro e ci piangere abbracciati ancora.