Ci sono stati due boati dei quasi duemila romanisti arrivati di domenica ieri mattina al Bentegodi: uno subito dopo il fischio iniziale dell'arbitro Fabbri, per lo splendido gol di Ünder, e uno subito dopo il triplice fischio finale. In mezzo il solito campionario di imprecazioni ad accompagnare una prestazione che all'inizio sembrava semplice come per la Juventus affrontare il Sassuolo e invece è diventata all'improvviso delicata, per via dei troppi errori sottoporta e dell'improvvida scelta suicida di Pellegrini. E visto che per la Roma non c'è mai alcun Sassuolo lungo il campionato, i brividi si sono protratti fino alla fine. Anche se va detto che ad un occhio non sentimentalmente condizionato, la partita non è sembrata mai davvero in discussione, un po' per la scarsa qualità dei padroni di casa, un po' per la fiera scelta di Di Francesco di non abbassare mai lo sguardo, la posizione in campo, la linea difensiva.

Così anche dopo l'espulsione Eusebio non ci ha pensato un attimo e ha tenuto la squadra con tre punte: «Io insegno questi principi alla squadra, non volevo che facessero cose che non conoscono». Lui la squadra la allena anche quando dormono la notte. Cerca di aiutarla a capire se stessa, a fortificarsi nella propria struttura, a dotarsi di ogni strumento utile ad aprire porte chiuse e a restare saldi in casa propria quando le porte sono state aperte. C'è una sola strada per farlo, se non hai a disposizione la rosa più forte di tutti: la mentalità offensiva, il calcio attrattivo, la droga mentale del sentirsi più bravi anche quando non lo sei realmente. È bastata la chiusura del mercato a restituire un po' di certezze alla squadra («ho visto un atteggiamento diverso che a mercato aperto un po' la squadra aveva smarrito»), questo risultato potrebbe fare il resto. Adesso arriva il Benevento e Di Francesco dovrà inventarsi un altro centrocampo per via delle sicure assenze di Gonalons (infortunato) e Nainggolan e Pellegrini (squalificati). Rientrerà De Rossi, si spera. Ma la Roma ci sarà. La Roma sta tornando.