Un, due, tre. La stella è quella di Ünder che torna ad accendersi, quella di Dzeko che torna a brillare e soprattutto quella della Roma che torna a vincere in campionato. Tre gol per tre punti nella prima delle tre sfide della settimana di fuoco. Anche se ci ha già pensato Spinazzola a scaldare: anima; ugole dei mille romanisti padroni degli spalti di Genova esattamente come la squadra lo è del campo; cuori. Forse non soltanto quelli a tinte gialle e rosse. Non possono non aver vibrato le corde di tutti coloro che si emozionano davanti a storie che perfino il calcio moderno è capace di regalare ancora: il volto pulito e il sorriso ritrovato di un ragazzo che con quella felicità dipinta addosso era arrivato nella Capitale un'estate fa

A prescindere da ogni altra considerazione su una trattativa ai limiti del grottesco - e non certo per responsabilità romaniste - ha fatto effetto vedere su quello stesso viso appena atterrato a Milano diverse tonalità di luce in meno. Salvo notare la ripresa di luce tre giorni dopo, come servisse a parafrasare un vecchio adagio: in questo caso la cosa migliore è stata "l'aereo per tornare a Roma". Da lì a Genova il passo è breve, anche se Leonardo lo ha avuto lungo e svelto per tutto il match, su cui ha impresso il proprio marchio giocando alla grande e causando l'autogol del raddoppio. Una deviazione che sul tabellino gli ha sottratto la firma, assegnandola a Biraschi, genoano di maglia ma romanista di nascita. Tanto per rendere tutto prossimo alla perfezione (autore dell'illusoria rete rossoblù compreso, col senno di poi).

Una famosa pagina social dedicata proprio al gesto più sfortunato - "gliautogol" - ha postato «Quando sei interista e vedi giocare 90 minuti Spinazzola» accompagnata dal famoso meme di un perplesso Messi. Ma perfino l'interista (almeno di proprietà, almeno per un po') Politano ha apposto il proprio like, ribadendo il concetto con tanto di cuori su un altro post pubblicato dal terzino: «Lasciamo parlare il campo». E ai calciatori di ogni squadra, che quel linguaggio lo conoscono bene, il messaggio è arrivato forte e chiaro, conquistandone diversi.

In attesa del coronamento del sogno di Matteo, mancava solo il lieto fine alla favola di Leonardo. Che è andata proprio come doveva andare, alla faccia dei «mattepareché» fin troppo prolifici da queste parti. Spina migliore in campo. Il bomber tornato al gol. Il sostituto di Zaniolo ritrovato. Un, due, tre. Come i gol e i punti. E la Roma che nell'emergenza ancora una volta moltiplica le forze. La stella nostra.