L'unica certezza è che oggi Dzeko sarà regolarmente in campo, con la sua maglia numero 9, a guidare ancora una volta l'attacco della Roma. Come è accaduto in ognuna delle ventotto partite ufficiali disputate finora dagli uomini di Di Francesco. Tutte. Perché anche quando è partito dalla panchina Edin è stato sempre schierato dal tecnico, risultando alla fine dei conti l'unico giocatore della rosa sempre presente. Il dato che è ancora avvolto da una coltre di dubbi riguarda la permanenza dell'attaccante nella Capitale. Sembrava a un passo dal Chelsea una settimana fa, nell'immediata vigilia di Inter-Roma, che in molti avevano indicato come la sua ultima partita in giallorosso. Sembra molto più lontano dal trasferimento a Londra oggi, a un passo dalla sua terza gara consecutiva, dopo esser stato decisivo anche in quella di Genova contro la Sampdoria.

Come spesso accade, la verità va ricercata a metà strada. Ovvero, la trattativa è partita, anche decollata, ma ancora non arrivata a destinazione. Non era chiusa in un senso prima, non lo è in senso inverso ora. Ovviamente con il passare delle ore il trasferimento del bosniaco ai Blues diventa sempre più complesso. Ma non ancora scongiurato definitivamente. I cardini dell'operazione sono palesi: il Chelsea cerca un centravanti di caratura internazionale, anche in prospettiva del possibile blocco di mercato che la Uefa potrebbe disporre ai suoi danni nella sessione estiva. L'identikit viene individuato in Dzeko, che è legato alla Roma fino al 2020, mentre la politica societaria del club londinese scongiura contratti pluriennali agli ultratrentenni. Va da sé che il giocatore voglia legittimamente tutelare un patrimonio già garantito dall'attuale ingaggio. Peraltro a Roma Edin e la sua famiglia si trovano a meraviglia. Per convincerli a tornare in Inghilterra, gli argomenti devono essere accompagnati da un bel mucchio di sterline. È questa la distanza più difficile da colmare al momento.

La Roma, dal canto suo, è tentata dall'irripetibilità finanziaria dell'affare. Una cifra che oscilla fra i 30 e i 35 milioni per un attaccante che si avvia a compiere 32 anni nel prossimo aprile, dalle parti di Trigoria è considerata irrinunciabile. A patto che sia raggiunta dalla reale offerta del club di Abramovich. La ragione è duplice: sistemare i conti e reinvestire sul mercato. Perché è chiaro che se il bosniaco dovesse partire, verrebbe rimpiazzato da un'altra punta, non necessariamente centrale. Il club giallorosso è convinto di avere in mano un giocatore in grado di non far rimpiangere l'eventuale addio di Edin, che resta un attaccante con una dote (al momento) di 62 gol accumulata in soli due anni e mezzo. I nomi sui quali si è mosso Monchi sono top secret, ma Carrasco sembra essere uno degli indiziati. Discorso affine per quanto riguarda l'altra trattativa in piedi sull'asse Roma-Londra che porterà Emerson alla corte di Conte (disgiunta da quella di Dzeko, nonostante la comune destinazione), operazione ormai in dirittura d'arrivo per una cifra che dovrebbe raggiungere i 25 milioni. L'eredità dell'italo-brasiliano dovrebbe essere raccolta da Aleix Vidal, esterno del Barcellona in grado di giocare alto o basso, sulla destra come sulla corsia mancina, conosciuto bene dal direttore sportivo romanista, che nel 2014 lo acquistò per il suo Siviglia. La trattativa può proseguire. Da domani però. Oggi testa alla Sampdoria. Tutti.