Non ci sarà all'Olimpico. Inutile, per chi stasera sarà allo stadio, allungare il collo per cercare di scorgere il faccione sorridente di Dan Friedkin. Non ci sarà, anche se avrebbe voluto esserci. Ma da entrambe le sponde dell'Atlantico, un po' tutti gli hanno consigliato di aspettare, temporeggiare, rinviare a quando i tappi di champagne saranno saltati per festeggiare la conclusione del deal. Ora meglio evitare un'esagerata esposizione mediatica con tutte le conseguenze del caso. Mister Friedkin gli ha dato retta, anche se da quello che raccontano, ha una voglia matta di presentarsi da queste parti per scoprire l'effetto che fa e cominciare la sua nuova avventura imprenditoriale e sportiva. Dovrà pazientare qualche settimana. Il tempo che vengano stilati tutti i contratti necessari affinché Pallotta si trasformi nell'ex presidente della Roma. Per ora meglio tifare da Houston sperando di poter gioire per una vittoria della squadra di cui diventerà, a breve, proprietario.

Di tutto questo Fonseca e i suoi discepoli faranno bene a fregarsene. Come, peraltro, ieri ci ha fatto capire il tecnico portoghese nella conferenza stampa della vigilia. Le vicende societarie non possono ma soprattutto non devono scendere in campo con la Roma che inaugurerà il nuovo anno solare all'Olimpico in una sfida contro il Torino che solo gli spacconi o i cialtroni possono considerare semplice. Una sfida che presenterà anche un inedito assoluto. Cioè per la prima volta in stagione, la Roma giocherà contro una squadra che avrà più assenze tra infortunati e squalificati. Potrebbe essere una tentazione a pensare che sarà facile, ma la squadra giallorossa farà bene a pensare esattamente il contrario. Perché Mazzarri tra le sue qualità da allenatore ha quella di far giocare male gli avversari. Perché i granata hanno poco o niente da perdere nei novanta minuti dell'Olimpico. Perché, comunque, hanno più di un giocatore in grado di fare male (in primis Belotti).

Perché, soprattutto, si torna in campo dopo la ripristinata sosta natalizia che, spesso, in passato, ha ripresentato in campo squadre molto diverse da quelle che avevano salutato il precedente anno. Non ci fosse stata la sosta, avendo ancora negli occhi la bella Roma vista sul campo della Fiorentina, saremmo stati decisamente più tranquilli, con quel terzetto là davanti, Dzeko, Pellegrini, Zaniolo, in grado di garantire pure gli effetti speciali come si sono accorti a Firenze dando anche il benservito a Vincenzo Montella. Insomma, l'interrogativo di quale Roma rivedremo, c'è. Anche se la risposta è garantita dalla squadra che sempre abbiamo visto in questa stagione. Cioè una Roma seria. Sarà sufficiente esserlo ancora, per cominciare l'anno nella stessa maniera in cui abbiamo chiuso il precedente.
Forza Roma.