Roma fragile, ma la rompe bene Massa: finisce 2-1 per il Como
Al Sinigaglia arriva la decima sconfitta in Serie A. Segna subito su rigore Malen, poi la ribaltano Douvikas e Diego Carlos
(GETTY IMAGES)
Arriva a Como la decima sconfitta stagionale in campionato (la tredicesima, comprese le coppe) al termine di una partita di grande sofferenza, in parte dovuta agli errori commessi, allo stato di forma generale e alla bravura del Como, in parte, quella decisiva, indotta dalla folle decisione arbitrale di togliere dalla partita in un momento chiave l’incolpevole Wesley, autore di un non fallo sul simulatore Diao che però gli è costato il secondo cartellino giallo: si era al 19’ del secondo tempo, il Como aveva appena pareggiato con Douvikas il rigore segnato da Malen all’alba della gara, e ora l’abbrivio della gara sembrava andare dalla parte dei padroni di casa, eppure appena tre minuti proprio una bella discesa di Wesley aveva messo in condizione Malen di attaccare l’area avversaria a sinistra con Pellegrini completamente solo in area, ma malauguratamente (e chissà che non ce la ricorderemo come la sliding door della stagione, se le cose dovessero andar male) il suo passaggio per Lorenzo è stato intercettato dalla tibia di Diego Carlos e l’occasione è svanita. E proprio Diego Carlos segnerà a dieci minuti dalla fine il gol della vittoria comasca, con la Roma ormai sulle ginocchia. Nulla è perduto, sia chiaro. La Roma sta solo accusando una naturale stanchezza per la mancanza di alternative in un momento così importante: ieri mancavano i lungodegenti Dovbyk, Ferguson e Dybala, e poi Soulé e persino Ndicka, squalificato. Giovedì arriva il Bologna e bisognerà in ogni modo provare a guadagnare il passaporto per i quarti di Europa League, poi ci sarà il Lecce di Di Francesco e poi per fortuna arriverà la sosta, con la speranza che alla ripresa almeno Soulé torni a disposizione. Continuare a giocare con l’attacco così sprovvisto di munizioni è diventato frustrante, soprattutto contro squadre come Genoa, Bologna e ieri Como che possono permettersi riserve migliori di quelle di Gasperini: ieri, per dire, sono entrati Douvikas, Diao e Jesus Rodriguez.
La sorpresa iniziale è stata semmai lo schieramento iniziale del Como, con Fabregas che, memore evidentemente della brutta partita giocata all’Olimpico, ha deciso di passare al 3421 mettendosi a specchio con la Roma. Non un inedito in assoluto perché già in serie B e poi in A contro Inter e Milan gli era capitato di adattare le sue pedine allo schieramento avversario. Niente, peraltro, che impedisca alla brillante manovra dei suoi ragazzi di dispiegarsi nella solita maniera avvolgente e verticale, in un complesso in cui tutti si muovono con rapidità e precisione. Così il primo tempo si è chiuso con la Roma in vantaggio, ma con il Como vicino al gol per almeno tre volte in modo assai pericoloso. Brava la Roma (e Malen dal dischetto) a sfruttare uno dei pochissimi errori commessi dai difensori del Como, non altrettanti brillanti gli attaccanti di casa a punire le numerose disattenzioni dei romanisti. Gasp aveva pensato di affrontare Fabregas con un trequarti (stavolta Pellegrini) e due punte (Malen affiancato da El Shaarawy, assente da titolare dai campi di gioco da più di due mesi: era Lecce, 6 gennaio), ma poi ha allargato Pellegrini a destra ed El Shaarawy a sinistra per contrapporsi ai tre difensori centrali del Como, da destra Ramòn, Diego Carlos e Kempf. Così in mezzo al campo si sono vissuti i duelli individuali tra Sergi Roberto e Koné e tra Cristante e Da Cunha, sulle fasce tra Wesley e Smolcic (più bravo il brasiliano, abilissimo a volte a chiudere in velocità anche altri buchi dei suoi compagni) e tra Valle e Celik (con il turco in forte sofferenza), mentre dalle parti di Svilar Mancini si è occupato prevalentemente di Nico Paz (il falso nove di Fabregas), Hermoso ha avuto il suo bel daffare su Caqueret mentre Ghilardi è andato su Baturina. Già al 3’ il Como si è reso pericoloso, con un primo calcio d’angolo con schema praticamente perfetto, con uno scambio corto Baturina-Da Cunha, con tacco di ritorno e scarico per Caqueret, il cui tiro è stato deviato da Ghilardi. Altrettanto efficace la pressione di Malen ed El Shaarawy su un palleggio col portiere Butez pochi minuti dopo, al 6’, con il Faraone bravissimo ad intuire la direzione del passaggio d’uscita di Sergi Roberto verso Diego Carlos e ad intercettarlo, per poi essere steso dallo stesso difensore. Rigore ineccepibile trasformato, all’8’, da Malen, con una rincorsa brevissima e dopo autorizzazione di Pellegrini, che gli ha lasciato la battuta dopo un breve consulto con Cristante. Per la cronaca, settimo sigillo in due mesi per l’olandese, già miglior marcatore della stagione romanista. La reazione dei padroni di casa è stata immediata e veemente, con la solita fitta rete di passaggi in velocità e di grande qualità, a tagliar fuori spesso i tentativi di pressione romanista, forse non altrettanto competitivi almeno dal punto di vista dinamico. All’11 un’azione insistita in area è stata assorbita prima da due interventi consecutivi di Hermoso e poi da Mancini. Al 15’ un errore in disimpegno dell’irriconoscibile Koné ha consentito a Smolcic di trovare subito in verticale Nico Paz, sul cui diagonale Svilar è volato a deviare a mano aperta. Al 20’ Pellegrini si è autolanciato sulla fascia destra e ha cercato in area El Shaarawy, anticipato però da un intervento in tuffo di Butez. Per il resto del tempo si è visto in campo praticamente solo il Como: al 24’ un errore stavolta di Wesley ha portato Valle alla conclusione, ma Svilar ha ancora una volta fatto buona guardia. Al 31’ Wesley ha salvato su Sergi Roberto in area con una gran diagonale, poi al 38’ solo la buona sorte ha accompagnato fuori (a lambire il palo) una deviazione sottoporta di Ramòn su cross di Da Cunha lisciato di testa da Ghilardi. Al 45’ Nico Paz ha calciato una punizione alta di poco sulla traversa, mentre al 46’ lo stesso talento spagnolo ha calciato alto dopo una splendida combinazione con un taglio di Baturina per Caqueret non assorbito da Hermoso, con scarico per Nico che da buona posizione ha alzato troppo la mira.
Dopo l’intervallo Fabregas ha aggiunto artiglieria pesante cambiando sistema di gioco (da 3421 a 4231), con l’inserimento di due punte (Diao e Douvikas) per un centrocampista (Sergi Roberto) e un difensore (Kempf). E al pronti via la Roma ha avuto l’occasione per raddoppiare, ma Koné ha servito senza la necessaria misura El Shaarawy dopo un’altra incertezza di Butez con i piedi. Al 3’, per un normale fallo di gioco a metà campo, Massa ha ammonito Wesley per la prima volta. Per non mandarlo in difficoltà, Gasperini ha inserito poco dopo Rensch al posto di El Shaarawy, schierando il brasiliano più alto a sinistra nel 3421. Ma poco dopo, al 14’, è arrivato il pareggio che ha fatto scricchiolare le certezze romaniste: Caqueret ha condotto un pallone senza opposizione sulla trequarti e approfittando della sgangherata linea a 5 troppo alta della Roma, con Rensch più basso dei centrali, ha ispirato un taglio di Douvikas che Hermoso non ha seguito, e il greco ha battuto Svilar calciandogli tra le gambe. Due minuti dopo la prima sliding door della serata: dopo aver respinto un’insidiosa azione del Como in area, Celik ha lanciato in fascia Wesley che ha poi servito in profondità Malen che ha attaccato lo spazio avendo Butez nella terra di nessuno e due difensori del Como ad inseguirlo, mentre Pellegrini si era liberato tutto solo in area, ma poi il passaggio dell’olandese è stato intercettato dalla tibia di Diego Carlos. Al 19’ il patatrac Wesley, punito per un non fallo su una percussione di Diao, talentuoso nei mezzi tecnici e nella teatralità delle simulazioni. Con la Roma in dieci, Gasperini si è arrabbiato anche con Gritti e gli altri dello staff, che non erano stati rapidi a far entrare Venturino, che avrebbe dovuto prendere di sicuro il posto di Wesley o di Pellegrini, che poi di lì a poco lascerà il campo a Pisilli (e Malen a Vaz). Poi entreranno anche Ziolkowski per il pessimo Hermoso e Tsimikas per Celik. E la fotografia della sera romanista resterà una punizione di Tsimikas dal limite (lasciata al greco per mancanza di interpreti) scucchiaiata in maniera indecorosa sul fondo. Padrone del campo, il Como costruirà altre palle-gol (Douvikas, Baturina, Diao) e al 34’ arriverà il gol della vittoria firmato proprio Diego Carlos, bravo a riprendere un tiro di Smolcic respinto basso da Svilar. Al 39’ Da Cunha prenderà anche una traversa, ma ormai la partita aveva perso qualsiasi significato. Il Como è quarto, la Roma sesta.
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