Dici Petagna oggi e ai tifosi della Roma non viene in mente uno dei possibili rinforzi di gennaio per dare fiato, quando dovesse servire, a Dzeko, ma il bomber che nella scorsa stagione segnando una rete all'andata e una al ritorno determinò i risultati che, alla fine della fiera, hanno causato l'allontanamento della Roma dalla zona Champions. Un danno da una quarantina di milioni, più o meno. Ovviamente l'attaccante biancoblù non ha nessuna colpa, vista dal suo punto di vista, semmai il merito di aver vissuto una grande stagione, e con lui tutta la squadra, e di aver ricominciato quest'anno tenendo in vita, con il suo contributo, le speranze di salvezza della sua squadra. Quattro dei nove gol sin qui segnati dalla gloriosa SPAL portano infatti la sua firma. Ad allenarla è ancora Semplici, il tecnico che oltre ad aver firmato le due imprese con la Roma l'anno scorso, in questo stadio portò via anche una Supercoppa primavera alla Roma di Alberto De Rossi, guidando la Fiorentina. Bestie nere, si chiamano nel gergo sportivo. Ma con i tempi che corrono bisogna fare attenzione ai cromatismi e alle etichettature. Anche perché la Roma alla SPAL gliele ha già suonate, nel 2017-18 (3-1 qui e 3-0 lì). E la speranza di tutti è che anche oggi torni a farlo.

Loro sono, come si dice, con l'acqua alla gola. Non per caso sono venuti a Roma pensando di trovare il bel tempo e si sono ritrovati invece nel pieno di un'emergenza meteo. Sono in ritiro qui da un paio di giorni, si sono allenati sul campo della gloriosa Urbetevere, in via della Pisana, e almeno ieri hanno trovato un po' di sole. Secondo alcune teorie Semplici si gioca il posto. Non è neanche chiaro con quale sistema di gioco affronterà la Roma. Forse difendendo a 5, forse no per carenza di esterni. Mancherà per squalifica anche Kurtic, uno dei pochi che s'è salvato nella crisi in cui si dibattono, è in testa nelle classifiche di rendimento di squadra quanto a dribbling riusciti e palloni recuperati. Fonseca che ancora una volta se la deve vedere con i medici che gli trattengono anche oggi otto giocatori, non sta pensando certo alle disgrazie altrui. La brutta prova in coppa di giovedì ha preoccupato molto lui e i tifosi della Roma, ma siamo ancora tra quelli disposti a concedere alla squadra le attenuanti generiche. A patto ovviamente di ricominciare a vincere per poi finire in bellezza a Firenze il cammino in un 2019 che ha vissuto tra grandi speranze e feroci disillusioni.

Splendidi ricordi

Il nome SPAL evoca gloria e splendidi ricordi. Contro di loro la Roma ha giocato la sua prima partita all'Olimpico, il 31 maggio 1953, contro di loro segnò il suo primo gol Lorenzo Pellegrini, un altro figlio di Roma destinato a rinverdire la tradizione dei grandi capitani romanisti, contro di loro si inaugurò una stagione che ciascun romanista porta nel cuore, anno domini 1982-83, il primo avversario della Roma fu proprio la SPAL, in Coppa Italia. Essendo una sigla - Società Sportiva Ars et Labor - la scritta va sempre maiuscola, un po' come noi siamo abituati a scrivere Roma. Non è megalomane gigantismo, semmai riconoscimento alla grandezza (della città, certo, ma per noi anche della squadra). Questo era, anzi è, un anno che ci sta facendo riassaporare un certo gusto. Senza guardare troppo sugli altri campi, basta fare il nostro stasera e continueremo a coltivare queste calde speranze. Il Napoli è in caduta verticale, nuove realtà si affacciano ai piani alti, tipo il Parma di D'Aversa. L'Atalanta giocherà a Bologna, la Juventus ha il compito più facile, l'Inter è di scena a Firenze. Poi domani sera una tra Cagliari e Lazio, o magari tutti e due, qualche punto lo lasceranno. Meglio non avere rimpianti. Intorno alle 20 nella zona dell'Olimpico deve risuonare Grazie Roma. Mica vorrete deludere ancora Fonseca...