Speriamo che la notte non abbia portato novità. Che i superstiti si siano alzati senza mettere qualche piede in fallo, che il virus influenzale, lo possino, si sia innamorato perdutamente soltanto di Florenzi, che la digestione di cena e colazione non si sia trasformata in qualche virus intestinale. Speriamo, soprattutto, che la sfiga sia andata a soggiornare da qualche altra parte. Perché la Roma che Fonseca manderà in campo oggi pomeriggio all'Olimpico contro il Cagliari, si presenterà con gli uomini contati. Appena diciannove convocati, meno tre portieri fanno sedici, meno Pastore, Antonucci e Kalinic che in Austra non è che abbiano dato l'impressione di poter essere utili alla causa fanno tredici, escludendo il portiere, sono il numero esatto per i dieci giocatori di movimento più tre cambi. Il minimo. E, in questo senso, facciamo un po' fatica a capire come mai Fonseca abbia deciso di non convocare nessun ragazzo della Primavera, per esempio Riccardi che poteva essere un'opzione nel corso della partita in un reparto di centrocampo che andrà in campo senza avere alternative (Veretout, Diawara, Cristante, Zaniolo), per esempio anche l'esterno Calafiori in un reparto che, Santon a parte, vede rispondere presente soltanto Spinazzola e Kolarov. Una scelta dettata dal fatto che ieri la Primavera ha giocato (e vinto) contro il Bologna? Può essere, chi scrive la capisce poco in ogni caso. Visto che oggi saranno in tribuna a fare da spettatori Zappacosta, Florenzi, Lorenzo Pellegrini, Under, Mikhitaryan, Perotti. Tanta roba, auguriamoci che non sia troppa.

Perché al di là di problemi di gioco che ancora ci sono, di fronte ci sarà un Cagliari che è in striscia positiva da quattro partite, dieci punti, tre vittorie e un pareggio, che in campo potrà mettere un centrocampo di qualità e quantità (Nandez, Nainggolan su tutti), che non avrà nulla da perdere, che ha un allenatore che sa fare il suo mestiere, che nonostante abbia perso Pavoletti e Cragno per infortuni non nasconde velleità di inserirsi nella corsa per una posizione valida per la qualificazione all'Europa League. La Roma che dal primo minuto recupererà Pau Lopez, Smalling, Kolarov, Veretout e Dzeko, ha comunque le qualità per tornare a vincere all'Olimpico, basta leggere i nomi degli undici titolari per rendersene conto, sperando che la stanchezza di sette partite in ventuno giorni non diventi un fattore considerando, come detto, che di alternative in panchina, soprattutto a centrocampo e in attacco, non ce ne sono. Bisognerà fare molta attenzione soprattuttop in mezzo al campo, cercando di ridimensionare gli errori di palleggio che già si sono pagati (il primo gol dell'Atalanta), augurandoci pure che Nainggolan, alla sua prima volta all'Olimpico contro la Roma, faccia il Radja che conosciamo, quello che contro le sue ex squadre riesce, per questioni di cuore, solo a giocare male.