Entro il prossimo 12 gennaio le amministrazioni e gli enti chiamati a partecipare all'ultima Conferenza dei Servizi, conclusasi lo scorso 5 dicembre, dovranno verificare la "corretta ed esaustiva interpretazione delle prescrizioni impartite" sul progetto del nuovo stadio della Roma. Questo uno dei principali passaggi che emerge dal verbale della Conferenza reso noto ieri attraverso la piattaforma messa in opera dalla Regione Lazio per garantire la trasparenza dei lavori e del processo decisionale. Finalmente quindi è stata messa nero su bianco la data entro cui inizierà quel procedimento che porterà alla pubblicazione della Variante urbanistica al Piano Regolatore Generale della città e da cui sarà possibile stilare un calendario credibile e definitivo di tutti i prossimi passaggi burocratici che i proponenti dovranno ancora espletare. Un iter che partirà proprio dal verbale pubblicato ieri e protocollato lo scorso 22 dicembre, che consta di oltre 60 pagine, tra dispositivo e prescrizioni allegate. Ed allora entriamo nel merito di quanto scritto in queste pagine.

Intanto è stato dato mandato all'architetto Gianni Gianfrancesco in qualità di responsabile del procedimento. Nel lungo documento poi si prende atto di ogni riferimento normativo, dei pareri unici favorevoli di Stato, Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Città Metropolitana e Roma Capitale, del procedimento di VAS emesso a febbraio dello scorso anno, ed infine del procedimento di VIA emesso lo scorso novembre. I richiami alle normative non sono meri atti formali, ma passaggi fondamentali al fine del rispetto dell'articolo 62 del decreto legge numero 50 del 24 aprile 2017, che stabilisce come il verbale conclusivo della Conferenza, nel caso di impianti sportivi, costituisca "adozione di variante allo strumento urbanistico comunale".

Si arriva quindi alle prescrizioni, numerose e articolate. Su questo fronte non emergono particolari novità che possano ostacolare il buon esito del progetto. Il lavoro della Ragione è stato soprattutto volto all'armonizzazione dei tanti pareri presentati dalle singole amministrazioni, spesso in contraddizione tra di loro. Lo Stato, e nello specifico il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha chiesto la realizzazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici presso i parcheggi, e la realizzazione di un servizio di bike sharing. L'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Centrale ha evidenziato la necessità di adeguare tutta la documentazione progettuale concernente lo smaltimento delle acque ai nuovi valori delle superfici che risulteranno impermeabilizzate. Il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo e la Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Roma hanno chiesto che nelle aree dedicate ai pontili sia garantita la massima conservazione degli assetti naturalistici, e soprattutto che siano definiti gli interventi di riconnessione del nuovo sistema infrastrutturale, con particolare attenzione alla viabilità con l'obbiettivo di risolvere le criticità oggi presenti sul nodo "Ponte della Magliana-Viadotto della Magliana", e le aree golenali del Tevere tra il progetto in argomento e il ponte dei Congressi. Si parla ovviamente anche della ricostruzione di parte delle tribune dell'Ippodromo (passaggio questo che ha permesso di superare i vincoli che altrimenti sarebbero stati imposti), che per il Mibact deve avvenire in area non lontana dalla sua originaria posizione in maniera di «far armoniosamente convivere il ricordo della sistemazione dell'Ippodromo, le sistemazioni contemporanee e le libere aree con i segni delle permanenze dell'agro romano, e ne sia garantita la piena rifunzionalizzazione a servizio di uno dei tre campi previsti a nord del nuovo Stadio».

Il Ministero Infrastrutture e Trasporti ha invece chiesto la realizzazione di una rampa che dalla Via Ostiense si immetta sulla nuova viabilità Via del Mare-Ostiense, oltre a un intervento sul Raccordo e sulla Roma-Fiumicino, questi ultimi però assicurati e finanziati nell'ambito delle risorse di cui al Contratto di Programma con Anas. Corpose anche le prescrizioni richieste dalla Regione Lazio, dalle tempistiche delle opere alle cautele ambientali, archeologiche e urbanistiche della fase di cantierizzazione. Si è ribadita la necessità di un importante intervento sul trasporto pubblico, sia su ferro che su gomma. Una novità emersa è l'obbligo per i proponenti di stipulare una polizza fideiussoria per "il Ripristino dello Stato dei Luoghi", il cui importo deve essere pari al 30% dell'importo previsto per l'esecuzione delle opere. Un'assicurazione per la Regione che nel caso in cui il progetto non giunga a realizzarsi si possa garantire, senza esborsi per la collettività, la bonifica di quanto verrà fatto dai proponenti. La Città Metropolitana si è soffermata sulle opere per lo smaltimento degli odori provenienti dall'impianto di depurazione ACEA ATO2, stabilendo gli oneri a carico dei proponenti anche in previsione del futuro ampliamento dell'impianto già inserito nel Programma degli Interventi con inizio lavori previsto dopo il 2019. È stata anche richiesta la stipula tra il proponente e la Città Metropolitana di Roma Capitale di una apposita Convenzione (oltre a quella tra proponenti e Comune) per la riunificazione della Via del Mare con la Via Ostiense. Infine il verbale richiede esplicitamente che il progetto finale debba essere integrato ed adeguato a cura del proponente prima delle successive fasi procedurali alle prescrizioni, osservazioni, raccomandazioni ed indicazioni contenute nei pareri depositati in Conferenza di Servizi. Lavoro questo in gran parte già fatto e presentato lo scorso 22 dicembre proprio alla Presidenza della Conferenza. Come già detto oltre 60 pagine di verbale, cui bisognerà aggiungere gli allegati per la variante al Piano Regolatore, che però non spostano di una virgola il senso di quanto deciso ormai un mese fa. Lo stadio si farà.