Stima, rispetto, ammirazione. Solo belle parole e tanti complimenti, quelli veri, per Eusebio Di Francesco da parte di chi lo conosce bene. Sassuolo lo ha lanciato nel grande calcio così come Difra ha fatto grande il Sassuolo. E chi ha vestito la maglia neroverde ricorda bene quei giorni, anche con un pizzico di nostalgia rimembrando stagioni che mai più torneranno. Giorni di successi: storica la conquista della serie A. Lino Marzorati, che di mestiere fa il difensore, adesso con la maglia del Prato, ha fatto parte della squadra che ha vinto la B. «Magari sarò un po' di parte perché il campionato conquistato con il Sassuolo resta una delle pagine più belle della mia carriera - ha esordito Marzorati parlando di Di Francesco -, ma penso che sia impossibile raccontare il mister a 360 gradi senza elencare una lunga serie di qualità. Difetti? Ricordo soltanto che nei primi mesi in serie A tra mille difficoltà, con i risultati che non arrivavano, lui riusciva a mantenere una certa tranquillità e la necessaria dose di rispetto nei confronti di tutti, a livello umano. Poi naturalmente se doveva parlare in faccia, non si tirava indietro».

Marzorati a Sassuolo c'era già, quando arrivò Eusebio. «Venivamo da un buon campionato disputato con Pea - ha continuato il difensore di Rho -, ma Di Francesco portò subito una ventata di novità. Diede un'impronta di gioco ben precisa, ogni allenamento ci insegnava qualcosa di diverso, passavamo tanto tempo a ripetere gli schemi e in partita giocavamo a memoria. Quella di Eusebio a Sassuolo fu una vera e propria rivoluzione calcisticamente parlando. Si giocava in modo molto offensivo magari anche a discapito della cura della fase difensiva. Rispetto a quel periodo, comunque, ha cambiato alcune cose a livello tattico: la Roma difende benissimo, subisce molto poco, e allo stesso tempo crea tanto. Penso abbia ancora bisogno di un po' di tempo per plasmare la squadra giallorossa alla perfezione e, nonostante questo, la Roma è comunque lì a giocarsi le sue possibilità con le altre pretendenti al titolo. Ero sicuro che avrebbe fatto bene anche allenando i giallorossi, che per giunta è sempre stato il suo sogno. Lui è romanista dentro».

Non si è limitato a raccontare soltanto le capacità tecniche di Eusebio, Marzorati ha esaltato molto anche l'uomo Di Francesco. «Lui è proprio così, come appare in tv - ha aggiunto -, è stato davvero bello conoscerlo. È una persona vera, onesta, pulita, mi ha insegnato moltissimo anche a livello umano. Penso sia impossibile andargli contro perché lui è bravo ad avere lo stesso rapporto con tutti, con i titolari e con chi gioca meno, parla chiaro e ci tiene alla stabilità del gruppo. Sicuramente nell'anno della promozione il suo compito, da questo punto di vista, non è stato difficile perché quando si vince le cose vanno sempre bene. Ma nei primi mesi in A fu straordinario a livello umano, anche con giocatori che magari non se lo meritavano per il loro comportamento. Restava sempre educato, rispettoso anche quando doveva rimproverare qualcosa. Non ho mai incontrato un tecnico come lui e penso che anche alla Roma sia apprezzato. Il campo è sempre lo specchio di quello che una squadra è durante la settimana, si vede che il gruppo è unito e che gioca comunque in modo armonioso». Sabato pomeriggio Marzorati per chi farà il tifo: per il suo Sassuolo o per il maestro Difra? «Il Sassuolo è una società a cui sono rimasto legato - ha concluso Marzorati -,  magari in questa partita mi piacerebbe che facesse risultato. Ma per lo Scudetto non ho dubbi: forza Difra».