La Roma Primavera spreca tutto: da 2-0 a 2-2 col Cesena, si resta al 2º posto
I giallorossi fanno harakiri: prestazione ottima, in gol Almaviva e Maccaroni. Galvagno accorcia e dà il via alla rimonta. Zelezny salva, ma nulla può su Tosku al 96'
(GETTY IMAGES)
Ottanta minuti di ferro, prima che il castello vada in frantumi. La Roma Primavera ne fa due, domina e luccica; poi cede nei minuti finali e regala il 2-2 al Cesena, al Tre Fontane, nella 26ª giornata di campionato. Una bella prestazione corale, rovinata da disattenzioni e cali di concentrazioni. Tutto il contrario di ciò che Guidi aveva predicato alla vigilia di una gara insidiosa, sia per le caratteristiche dell'avversario, sia per le (ancora) numerose assenze.
I piedi dei giallorossi ricalcano gli atti del super-risultato con l'Inter. Pure se il tabellone del Tre Fontane non si riempie di gol. In campo c'è una squadra propositiva, pressante e sicura di sé: al centro, ancora una volta, i due trequartisti Almaviva e Maccaroni. Si abbassano, ricevono palla, la recuperano e innescano il contropiede. Qualità e perseveranza al servizio di Morucci, forse poco presente, ma coi gomiti larghi. A dare supporto alla manovra, i due esterni, Carlaccini e Litti. Spesso altissimi, quasi sulla linea della punta. Però la concretezza, almeno in avvio, è poca da ambo le porti: c'è Poletti a farsi vivo con tiri del tutto fuori misura per il Cesena. Al 20', la svolta dallo scarpino di Almaviva: schema su punizione, palla da Bah e sterzata proprio sul 23 avversario. Il tiro a giro successivo è imprendibile per Fontana e corona lo stato di grazia dell'attaccante romanista.
Roma avanti e ancora sul pezzo. Ci si abbassa, senza concedere troppo. Facendo valere il fisico e la prepotenza, soprattutto sulla linea Mirra-Seck-Terlizzi. È quest'ultimo a spezzare il gioco avversario al 33' e a indirizzare vanamente per Morucci, prima che il 19 vada a segno. Vedendosi però togliere la rete per un inesistente fallo del precedente marcatore giallorosso. Gol mangiato, gol non subito: Kebbeh, al 1' di recupero, spreca di testa e lascia invariato il punteggio. Per il momento, dato che alla ripresa è ancora poesia. Rigorosamente romanista. Stavolta, l'autore ha 17 anni: è Maccaroni, che raccoglie al 51' il passaggio orizzontale di Morucci (assistito dal brillante filtrante dell'ormai solito Almaviva) e fa gonfiare ancora la rete. Primo sigillo in Primavera, la gioia è incontenibile. Meritata. Prima che il sorriso, in poco meno di un quarto d'ora, si trasformi in smorfia. Salvo per qualche indecisione di Zelezny, si procede sulla retta via. Ma se al 64' l'indecisione del portiere porta al palo di Galvagno, lo stesso non si può dire 9' più tardi, quando si fa trovare pronto sul contropiede di Tosku. La rete avversaria è però solo questione di minuti.
Di fatto, all'83' è Galvagno ad accorciare le distanze, lasciato libero dalle retrovie. Potrebbe essere un semplice indicente di percorso, ma così non è. Ci pensa ancora Zelezny a farsi valere, prima sul tiro da fuori di Mattioli e poi con una parata da lode sulla splendida rovesciata di Domeniconi, diretta sotto al sette. Al 96', il muro cede: sul corner battuto dalla destra romanista, Zelezny lamenta un'ostruzione del portiere avversario Fontana; la palla resta in area e Tosku è libero di colpire da zero metri. 2-2. Gioia dei bianconeri, amaro in bocca per i giallorossi. Un altro stop dettato dagli episodi.
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