Settore Giovanile

Roma Primavera, peccato capitale: da 2-0 a 2-2, rimonta il Cesena

I giallorossi fanno harakiri: prestazione ottima, in gol Almaviva e Maccaroni. Galvagno dà il via alla rimonta. Zelezny salva, poi segna Tosku ma c’è carica di Fontana

(AS ROMA VIA GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
22 Febbraio 2026 - 15:09

Peccato Capitale. Della Roma Primavera, troppo sufficiente nel finale. E del direttore di gara, che al 96’ non vede l’evidente spinta di  Fontana su Zelezny. Portiere su portiere. Quello giallorosso cade, intralciato dall’avversario, lasciando spazio a Tosku: da 2-0 a 2-2, è harakiri al Tre Fontane, nella sfida della 26ª di campionato. Col gruppo di Guidi ora secondo e ancora alle prese con le assenze. Eppure, la squadra è condizionata dalla solita tempra che va dissolvendosi nel finale.

Allo stesso modo, la qualità non si distacca da quella vista nel super-risultato con l’Inter. In campo c’è una squadra propositiva, pressante e sicura di sé: al centro, ancora una volta, i due trequartisti Almaviva e Maccaroni. Si abbassano, ricevono palla, la recuperano e innescano il contropiede. Qualità e perseveranza al servizio di Morucci, forse poco presente, ma coi gomiti larghi. A dare supporto alla manovra, i due esterni, Carlaccini e Litti. Spesso altissimi, quasi sulla linea della punta. Il 3 è il primo a impensierire con un tiro mal respinto dal portiere, su cui Terlizzi non riesce a fare gol. Però la concretezza, almeno in avvio, è poca da ambo le porti: c’è Poletti a farsi vivo con tiri del tutto fuori misura per il Cesena. Al 20’, la svolta dallo scarpino di Almaviva: schema su punizione, palla da Bah e sterzata proprio sul 23 avversario. Il tiro a giro successivo è imprendibile per Fontana e corona lo stato di grazia dell’attaccante romanista.

Ci si abbassa, senza concedere troppo. Facendo valere il fisico e la prepotenza, soprattutto sulla linea Mirra-Seck-Terlizzi. È quest’ultimo a spezzare il gioco avversario al 33’ e a indirizzare vanamente per Morucci, prima che il 19 vada a segno. Vedendosi però togliere la rete per un inesistente fallo del precedente marcatore giallorosso. Gol mangiato, gol non subito: Kebbeh, al 1’ di recupero, spreca di testa e lascia invariato il punteggio. Per il momento, dato che alla ripresa è ancora poesia. Anche questa temporanea. Rigorosamente romanista. Stavolta, l’autore ha 17 anni: è Maccaroni, che raccoglie al 51’ il passaggio orizzontale di Morucci (assistito dal brillante filtrante del solito Almaviva) e fa gonfiare ancora la rete. Primo sigillo in Primavera, la gioia è incontenibile. Meritata. Prima che il sorriso, in poco meno di un quarto d’ora a partire dall’83’, si trasformi in smorfia. Salvo qualche indecisione di Zelezny, si procede sulla retta via. Ma se al 64’ l’indecisione di Mirra e del portiere porta al palo esterno di Galvagno, lo stesso non si può dire 9’ più tardi, quando il polacco si fa trovare pronto sul contropiede di Tosku. La rete avversaria è però nell’aria. Questione di minuti.

Di fatto, a 7’ dal 90’ è il nove  ad accorciare le distanze, lasciato libero dalle retrovie. Male in marcatura Carlaccini e Terlizzi. Potrebbe essere un semplice indicente di percorso. Così non è. Ci pensa ancora Zelezny a farsi valere, prima sul tiro da fuori di Mattioli e poi con una parata da lode sulla splendida rovesciata di Domeniconi, diretta sotto al sette. Ma al 96’, il muro cede: sul corner battuto dalla destra romanista, Zelezny lamenta la palese spinta del portiere avversario Fontana; la palla resta in area e Tosku è libero di colpire da zero metri. 2-2. Gioia dei bianconeri, amaro in bocca per i giallorossi. Un altro stop dettato dagli episodi e da un calo finale.

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