A voler vedere la parte peggiore della serata, si torna a casa a festeggiare (?) il Natale ridimensionati dall'eliminazione in Coppa Italia e dalla sconfitta in casa dei campioni d'Italia. Ma se Di Francesco vuol far tesoro dell'accaduto può esattamente misurare la differenza che c'è tra una grande squadra e una grande squadra pronta a vincere. Per uscire con tre punti da sfide come questa bisogna essere in grado di affrontare ogni singolo momento della gara con la sicurezza che aveva Pjanic nel trovare gli spazi più sgombri, Mandzukic nell'impattare ogni palla alta o bassa capitata dalle sue parti, Chiellini nel respingere di testa e di piede tutte le possibili insidie e via semplificando.

Se, ad esempio, sono stati messi sotto accusa gli interpreti di mercoledì per il gol preso col Toro su calcio d'angolo che si dovrebbe rimproverare ai cosiddetti titolari per aver riprodotto in fotocopia la stessa inguardabile disattenzione contro la Juve? E ancora: che occasione migliore puoi avere di quella costruita da Dzeko e Perotti per El Shaarawy? E che palla più invitante avrebbe potuto avere Schick all'ultimo secondo di una partita così, con il corollario dei significati che quella rete pesante avrebbe avuto (sulla testa dei giocatori, sulla classifica, sulla stagione, su lui stesso che dalla Juve era stato bocciato, su Benatia che gli aveva regalato quella palla, proprio lui che aveva segnato un'ora prima contro i suoi vecchi compagni, su Szczesny che avrebbe perso il confronto a distanza con Alisson, su Tuttosport che li aveva dipinti vincenti e invece potevano diventare pareggianti)?

Alla fine siamo a dirci sempre le stesse cose: peccato per la palla di El Shaarawy, per l'occasione di Schick, per la traversa di Florenzi (salgono a 14 i legni colpiti dalla Roma in questo campionato: almeno tre più di ogni altra squadra). Ma invece di perdere tempo a dire peccato, riguardiamo questa partita e aumentiamo la qualità di questa squadra (col tempo sul mercato, intanto lavorando ancor di più sulle teste di quelli che abbiamo). Per vincere basta segnare, per esempio: noi li regaliamo i gol, ma se ci regalano non li prendiamo. Altro che peccato.