La maledizione dello Stadium continua. La Roma esce ancora una volta con zero punti dalla tana bianconera. Questa volta però i rimpianti dati dall'ennesimo palo colpito in stagione e dal gol divorato da Schick, sono diluiti in una prima parte di gara troppo timida e timorosa.

ALISSON 7

Deve esserci un contenzioso aperto con le torinesi: due calci d'angolo, due prodigi del portierone brasiliano, due volte la difesa romanista che resta inerme, due ribattute che lo puniscono ben oltre i suoi demeriti. D'altra parte quando un portiere è il migliore in campo nonostante la sconfitta, vuol dire che più di qualcosa non funziona come dovrebbe. Non certamente lui, che ancora una volta è sicuro fra i pali, come nelle uscite (anche se una sua incomprensione con Fazio a metà primo tempo rischia di creare il patatrac), come con il pallone fra i piedi. Nel recupero evita la beffa del raddoppio di Pjanic, volando a smanacciare la botta del bosniaco sulla traversa. Precedentemente aveva già negato la rete a Matuidi da distanza ravvicinatissima. Lui c'è, anche quando la difesa si distrae.

FLORENZI 5,5

Gli tocca Mandzukic, uno dei clienti più scomodi. La disparità fisica con il croato è evidente e Alessandro la soffre. A dieci minuti dal termine sfrutta il primo buco della difesa bianconera, ma la stessa traversa che aveva fatto tornare il pallone sui piedi di Benatia, a lui nega soltanto (si fa per dire) il gol.

MANOLAS 6,5

Spegne ogni velleità juventina in contropiede, soprattutto in quelle fasi in cui è la Roma a fare la partita e gli avversari a chiudersi e ripartire. Le rincorse sono il suo forte, i disimpegni palla al piede meno: in uno di questi regala una palla avvelenatissima in area.

FAZIO 6

Pronti via, trova Cuadrado che scappa. Il passo è un altro, ma il Comandante salva in tackle. Poi si ripete su Higuain, ma a metà primo tempo sta per combinare un pasticciaccio brutto con Alisson che per fortuna non fa danni. Però non appare sicuro come di consueto.

KOLAROV 6

Paradossalmente nella prima ora, mentre la squadra soffre di timori reverenziali, lui tira fuori la personalità. Viceversa, quando il gruppo accelera, lui cala alla distanza.

NAINGGOLAN 6

Questa volta deve deporre l'arpione e pensare a rincorrere. Spesso a vuoto. Quando si alza per cercare di far male, non punge.

DE ROSSI 6,5

Il Capitano è in assoluto il più lucido fra i giocatori di movimento. Chiude come sempre tutte le linee di passaggio avversarie, spesso è costretto a fungere anche da centrale aggiunto all'inseguimento degli attacchi bianconeri. Nonostante il lavoro oscuro, non perde lucidità in regia e serve a Florenzi la più nitida palla-gol del match prima dello shock di Schick.

STROOTMAN 5

I ritmi compassati della manovra romanista forse dipendono anche dal suo mancato cambio di marcia. Si concentra più sul compitino che sulla giocata di personalità. Alla ricerca del ringhio perduto.

EL SHAARAWY 5

Se la corsia mancina avversaria va al massimo, il demerito è anche suo. Non salta mai Alex Sandro, che a sua volta lo fa soffrire spesso. E ha sulla coscienza il primo errore madornale sotto porta della gara.

DZEKO 5,5

Relegato a fare da sponda, spesso solitaria con i due esterni che lo sostengono poco. Si immalinconisce e ha la prima (e unica) palla per tirare in porta a venti minuti dalla fine.

PEROTTI 5,5

Durante la partita echeggia una parafrasi morettiana: «Fai qualcosa da sinistra, fai qualcosa da sinistra. Fai qualcosa anche non da sinistra, ma fai qualcosa». E invece l'unica degna di nota è l'assist per El Shaarawy che il Faraone si divora. Sul finale innesca un contropiede di Pjanic da un tiraccio tentato dal limite e respinto facilmente: compendio della sua prestazione.

SCHICK 5

Nel recupero ha la palla della favola: proprio lui, sedotto e abbandonato dalla Juve, lanciato da uno svarione di Benatia, può divorare Sczeszny e regalarci un sogno, mettendo pure a tacere Tuttosport e compagnia. Ma niente.

PELLEGRINI 5,5

Entra per l'assalto finale.

ÜNDER S.V.

5' più recupero in campo.

DI FRANCESCO 5,5