Curiosa vigilia di feste per il calcio italiano, e per la Roma in particolare. In questo periodo, di solito si attendeva l'ultima partita dell'anno e poi se ne riparlava dopo la Befana. Esigenze commerciali hanno indotto invece i rappresentanti del carrozzone calcistico a copiare la Premier League (e la serie B con le riforme volute da Abodi) e a riempire il calendario festivo di impegni ravvicinati che cambieranno le abitudini di molti italiani. Nessuna volata, dunque, ma sforzo prolungato fino all'Epifania, e poi ci sarà tempo e modo di riposare. E prima di Natale per la Roma ci sarebbe ancora il tempo di passare dall'esaltazione alla depressione: pensate a che tipo di reazioni potrebbe scatenare una doppia sconfitta tra stasera e sabato e pensate adesso all'effetto che avrebbe una doppia vittoria. Dal "Siamo già fuori da tutto a Natale" al "Quest'anno facciamo il triplete". Parossismi del nostro calcio.

Questo solo per ricordare quanto siano delicati questi quattro giorni per la Roma e per il suo allenatore, che, a partire proprio da oggi pomeriggio, è chiamato a fare scelte che inevitabilmente gli potrebbero essere rinfacciate. Lui sembra tranquillo: nell'intervista concessa in esclusiva alla Rai e poi in quella a Roma Tv ha dato qualche anticipazione di formazione (Skorupski in campo e Schick al centro dell'attacco), ha scansato la solita domanda sulla coppia Dzeko-Schick («è assurdo continuare a parlare di affinità di coppia in una squadra che schiera tre punte») e non ha assecondato i riferimenti alla Juventus: «Pensiamo al Toro».

Di Juventus si è già parlato in settimana per la chiusura della vicenda dei biglietti agli Ultras in odore di 'ndrangheta con la monetizzazione delle sanzioni al suo presidente che così ha già "onorato" il suo debito con la giustizia sportiva. Fermo restando il fatto che su questo giornale nessuno ha mai chiesto sanzioni esemplari per una vicenda rimasta inesplorata in molti suoi dettagli, il balletto delle sentenze con le minacce di durissime sanzioni, il primo grado con la squalifica (di un anno) già al ribasso (e in ogni caso entro i limiti per poter aspirare a future cariche federali) e infine la definitiva presa di posizione della Corte Federale d'Appello (che ha sostituito di fatto i nove mesi d'inibizione ancora da scontare con l'aggravio di 80.000 euro di multa) ha conferito aspetti grotteschi a una vicenda che certo non migliora l'immagine della giustizia sportiva italiana. Politicamente, invece, gli effetti di questa vicenda si potranno vedere a breve. Le società presto dovranno schierarsi tra l'auspicato rinnovamento federale da affidare a Tommasi e la restaurazione che sarà fortemente sostenuta da Lotito. Speriamo che Agnelli non dovrà pagare, oltre alla multa, anche un'altra cambiale.