Provate a riavvolgere il nastro. Prima del Cagliari. Prima di rivedere in campo il legittimo proprietario della fascia, provate a tornare indietro. Non al brutto pomeriggio di Genova, ma a prima. Alle altre tredici presenze che il Capitano ha messo insieme in questa stagione. O alle complessive 575 collezionate con la maglia della Roma nel corso della carriera. Sì, nessuna esclusa. Comprese quelle che lo hanno visto protagonista di episodi negativi. In tutte, ma proprio in tutte, vedrete la sua immagine accompagnare ogni gol realizzato dalla Roma. E non perché delle reti segnate abbia fatto il proprio segno distintivo. Meno che mai perché staziona frequentemente nei pressi dell'area di rigore avversaria. Lo vedrete sempre perché arriva sempre, e per primo, quando la Roma gioisce. In un ininterrotto mutuo scambio di passioni e sentimenti. Perciò lo vedrete sempre anche quando le cose non vanno come dovrebbero. Perché non si nasconde. Mai. E tantomeno si è eclissato dopo la sciocchezza commessa a Genova, che a lui è costata un'espulsione, tante (legittime) critiche e altrettanti (molto meno legittimi) attacchi personali. Ma che è soprattutto costata una vittoria alla Roma, cosa che nessun romanista - lui in testa - può mettere in secondo piano.

Oggi rientra in campo con più voglia che mai. Quella di cancellare il pomeriggio di Genova, certo. Ma anche quella di rilanciare la Roma verso la vetta della classifica dopo il mezzo passo falso di Verona. Daniele al Bentegodi non era presente, eppure dopo la squalifica ha già ricalcato l'erba dell'Olimpico. È accaduto nella sfida al Qarabag che ha certificato l'accesso dei giallorossi agli ottavi di finale di Champions. E nel modo migliore: da primi nel girone di ferro. Il Capitano quella sera c'era, come c'era in tutte le altre partite vinte dalla Roma, in particolar modo in quelle importanti (la contabilità è più prosa che poesia, ma quando si parla di De Rossi qualche volta è il caso di ricordarla agli "smemorati"). Soprattutto De Rossi potrebbe avere voglia di rendere allo stadio quel che lo stadio gli ha regalato durante l'ultima sfida europea. La Curva lo ha acclamato con striscione e cori dedicati, gli altri settori si sono uniti applaudendo. Non esiste alcuna frattura fra Capitan Roma e il popolo romanista. Non potrebbe mai esistere. Quasi per definizione. Anche se qualcuno ha provato a crearla a tavolino. Evidentemente senza successo. Il successo lo cercherà la squadra questa sera, magari proprio attraverso il proprio Capitano, che al Cagliari ha fatto male in diverse occasioni. Anche se il suo ultimo gol ai sardi risale a sei anni fa. Una data a suo modo storica: fu la prima partita di Serie A per la Roma sotto la gestione americana: era la squadra di Luis Enrique, giovane e piena di punti interrogativi, lontana parente di quella attuale. Ma forse la rete più romantica di Daniele al Cagliari fu quella segnata a Rieti, a porte chiuse, con il numero 16 a volare verso il cancello fuori al quale stazionavano decine di tifosi. Che la partita potevano solo immaginarla, ma quell'abbraccio lo hanno sentito. Tutto.