Un processo di crescita costante, continuo. È quello previsto per la Roma e della Roma. Lo vuole la società, lo chiede Di Francesco, lo sognano i tifosi. Un percorso che passa inevitabilmente per il campo, quello della domenica ma anche quello dell'allenamento settimanale. Poche volte nella sua storia recente, la Roma ha dato la sensazione di essere così "seriamente" proiettata nel futuro. E altrettante poche volte si è avuta la consapevolezza di aver azzeccato il percorso da compiere. Senza protagonismi e isterie. O, peggio ancora, manie di persecuzione. Come quella che non abbandona Luciano Spalletti, al quale Roma deve mancare in maniera struggente. Tanto da non perdere occasione per parlare del club giallorosso: «Io l'anno scorso con la Roma ho avuto problemi con il pubblico – ha ricordato nel corso della conferenza stampa di ieri - spesso si è giocato con lo stadio vuoto e la cosa più brutta è la non partecipazione della gente. Quest'anno (la spiegazione di Spalletti) anche lì stanno tornando in massa perché la Roma va bene». L'ex tecnico della Roma dimentica di dire che il problema con il pubblico non erano i risultati, visto che la sua Roma detiene il record di punti della storia giallorossa. Spalletti non ricorda, o finge di non ricordare, che l'assenza dallo stadio dei tifosi era un atto d'amore verso lo stadio, sfregiato dalle barriere. Un tema sul quale lo smemorato di Certaldo si è speso più di una volta.

UN PASSO ALLA VOLTA

Per fortuna, il presente si chiama Eusebio Di Francesco e oggi c'è il Cagliari. Che nessuno pensi ad altro. Perché si cresce un passo alla volta, una vittoria dopo l'altra, con prestazioni buone e meno buone. Ma si cresce. Così come lo fanno i calciatori. Alcuni sono più avanti degli altri, e si vede anche sul campo. Ma la forza della Roma potrebbe stare proprio in quelli che ad oggi sembrano stare più indietro rispetto ai compagni. Non stiamo parlando di turn over o di titolari e riserve. Ünder, Defrel e Schick. Ma anche Emerson, che piace a tante società, potrebbe essere un'arma in più visto anche il nuovo infortunio di Luca Pellegrini. Quattro giocatori che per ragioni diverse finora hanno dato meno di quanto ci si aspettava. Ma che sono destinati inevitabilmente a dare di più. Arricchendo e rendendo più forte la Roma. Con loro anche Daniele De Rossi, sì Ddr, che oggi rientra dopo Genova e lo schiaffo a Lapadula, ma che non deve dimostrare più niente. Daniele deve solo rientrare in campo e mettersi la fascia sul braccio e guidare la carica. Cagliari, poi, gli porta pure bene, avendogli segnato già tre gol nel corso della sua carriera. Solo il Chievo, con quattro reti, è la squadra che ha "bucato" più volte. E allora oggi al l'attacco, con Schick al fianco di Edin Dzeko. Poi toccherà anche a Emerson, pronto nelle prossime partite a dare il cambio a Kolarov, forse il giocatore più decisivo della Roma. L'esterno ha effettuato 33 tiri e mandato al tiro un compagno 41 volte in questo campionato; in entrambi i casi almeno 13 volte più di qualsiasi altro difensore. A proposito di fascia sinistra, il difensore serbo dovrà fare particolare attenzione perché i quattro gol di Leonardo Pavoletti in questo campionato sono arrivati tutti in casa e tutti con cross dalla fascia destra. La Roma è imbattuta nelle ultime sei partite di campionato contro il Cagliari, nelle quali ha vinto quattro volte. Nei precedenti sei incontri, i giallorossi avevano ottenuto due successi, di cui uno a tavolino, e quattro sconfitte. Inoltre, nelle ultime tre partite interne contro il Cagliari in campionato la Roma ha tenuto la porta inviolata. Ma il Cagliari va a segno da sette gare di fila in campionato e in questo parziale ha perso solo due volte. Il cambio di passo degli isolani è stato evidente ed è coinciso con il cambio dell'allenatore. Se con Rastelli, avevano ottenuto 6 punti in otto partite, nello stesso arco di tempo con Lopez i punti totali portati a casa sono stati undici.