La Roma è una garanzia. Se le cose vanno male, potete stare tranquilli che andranno peggio. Puntuale, l'ultima conferma a Reggio Emilia, al termine di una settimana tra le più tristi e arrabbiate della nostra storia. Vincere contro il Sassuolo non è che ci avrebbe restituito un pizzico, ma proprio un pizzico, di felicità in un cuore sanguinante e chissà quando finirà, ma almeno oltre a un'ipotesi di Champions, ci avrebbe consentito di sfumare, pure qui, un pizzico ma proprio un pizzico di quella rabbia con cui stanno facendo i conti i tifosi giallorossi da quando martedì scorso hanno scoperto che nella prossima stagione il loro Capitano avrà un numero diverso dal Sedici. Invece, niente. Una garanzia in uno stadio che appena un anno fa aveva visto il popolo romanista festeggiare con uno striscione «oh nooo» che non c'è nulla da spiegare.

La rabbia, al contrario, è aumentata, conseguenza di novanta minuti che hanno fotografato la nostra stagione. Pure nella sfortuna, due pali, un gol fallito da El Shaarawy contro la geometria, una parata di Consigli da foto sulle figurine Panini, un'altra serie di situazioni che stiamo ancora a tirare giù i santi del paradiso. Il tutto però a conferma di una squadra sbagliata, incapace di cambiare passo, pesante, messa insieme non si sa come e con quale criterio da un signore arrivato come un gigante e scappato come un coniglio. La frittata, insomma, è stata indigesta sino all'ultimo.

Ci auguriamo che l'azienda se ne sia accorta. Una stagione sbagliata, dopo cinque partecipazioni consecutive alla Champions, può pure capitare, è anche assorbibile da un punto di vista economico come ci ha detto qualche settimana fa il dottor Calvo. Ma ora è necessario ripartire. Da subito, anche se le premesse sono tutte un quiz. Non c'è un allenatore. Non si sa chi sarà il ds. De Rossi è stato salutato.

Le cessioni ci saranno e, in questo senso, ci aspettiamo di tutto perché questi giocatori hanno dimostrato di non formare una squadra e pure singolarmente in pochi hanno fatto capire di poter garantire gli effetti speciali. E anche chi lo ha fatto, Zaniolo, da parecchie partite è alle prese con un'involuzione preoccupante. Bisognerà lavorare a fondo, duramente e prendendosi pure qualche rischio. Per cancellare le parole di Ranieri che ieri sera, nel dopo partita, ci ha detto che il prossimo anno non si potrà correre per la Champions. Smentitelo, smentiteci. Per la Roma. L'azienda, signori, è soltanto una conseguenza.