La Roma - di fatto, anche se non per l'aritmetica - ha perso la Champions con il colpo di testa di Romero, al 91' dell'amarissima trasferta di Genova. E quel giorno, quando Mirante, a fine recupero, mise le mani sul rigore che Criscito (creando pure una polemica social coi suoi tifosi) lasciò all'ex romanista Sanabria, i più inguaribili ottimisti provarono a sottolineare come quel punto fosse importante per lasciare accesa la fiammella. Per gli altri, quel punto poteva far comodo per l'Europa League.

Che, con l'altro amaro pari di ieri, la Roma potrebbe ottenere anche senza giocare, con tutto che la Lazio, vincendo la Coppa Italia, ha tolto il posto alla settima in classifica, qualificandosi direttamente per la fase a gironi. Tutto è legato a quello che succederà alle 15 al Carlo Castellani di Empoli: dopo un aprile più crudele dei mesi del campionato (sconfitta 3-2 con l'Udinese, 0-0 a Bergamo, e poi altri due ko contro Spal e Bologna) che sembrava averli condannati alla B, i toscani hanno rialzato la testa, vincendo il derby toscano con i cugini nobili della Fiorentina, e andando a battere a Marassi l'ex Giampaolo.

Oggi l'Empoli riceverà il Torino: se riuscirà a ottenere la terza vittoria consecutiva, oltre a lasciare il terzultimo posto, scavalcando il Genoa, Aurelio Andreazzoli (che chiuderà la stagione a San Siro, contro il suo mentore Luciano Spalletti) farà un gran bel regalo alla società che lo ha tenuto a libro paga per anni. Lo zero a zero del Mapei Stadium ha portato a tre i punti di vantaggio della Roma sul Torino: se i granata dovessero perdere a Empoli, la squadra giallorossa sarebbe aritmeticamente in Europa League, e potrebbe preparare senza troppi patemi d'animo la gara con il Parma, preoccupandosi solo di offrire una degna cornice all'addio di De Rossi.

Perché la Roma con il Torino ha vinto sia all'andata che al ritorno: se i granata non dovesse fare punti a Empoli, non potrebbe più scavalcare i giallorossi, e in caso di arrivo alla pari sarebbero fuori dall'Europa per gli scontri diretti. Per lo stesso motivo, alla Roma basta vincere l'ultima per essere certa di arrivare (quantomeno) sesta, a prescindere da tutti gli altri risultati.

L'utopia

A dirla tutta, la Roma sarebbe ancora in corsa per la Champions League, ma le possibilità rasentano lo zero. Ovvero i punti che dovrebbe fare l'Atalanta, nelle due partite che deve ancora giocare (stasera allo Juventus Stadium, e all'ultima con il Sassuolo, proprio al Mapei Stadium, visto che l'Atleti Azzurri d'Italia è chiuso per ristrutturazione): la Roma ha due punti in meno, e una differenza reti generale ben peggiore (scontri diretti in parità, 3-3 e 3-3). Ma scavalcare l'Atalanta non basterebbe: per arrivare quarti servirebbe anche che il Milan (che con la Roma ha gli scontri diretti a favore) non faccia più di tre punti nelle ultime due partite.

Contando che oggi giocherà a San Siro con un Frosinone già retrocesso, e alla prossima con la Spal già salva, meglio pensare ad altro. Tipo alla possibile esclusione dei rossoneri dalle coppe europee per le violazioni al fair play finanziario. Ma anche lì, rimarrebbe il problema di superare l'Atalanta. Altrimenti, pure l'eventuale squalifica del Milan - che già lo scorso anno l'aveva ricevuta, ma poi è stato graziato in secondo grado - servirebbe solamente a evitare i preliminari di Europa League.