Sono uscite ieri le motivazioni del Tribunale Federale Nazionale della Federcalcio, presieduto da Carlo Sica, che il 15 aprile scorso aveva prosciolto tutti gli imputati nel maxiprocesso sulle plusvalenze fittizie. Ebbene, il tribunale ritiene che alcune delle cessioni esaminate dalla Procura Federale «presentino quelle caratteristiche dalla stessa individuate quali sintomi di operazioni "sviate" e finanziariamente "fittizie"». E non solo: «Indubbiamente tali cessioni destavano e destano sospetto». Purtroppo però tale sospetto «non attinge la soglia della ragionevole certezza, data da indizi gravi, concordanti e plurimi».

Nella consueta lingua fredda dei tribunali, si ribadisce in pratica che le valutazioni date dai benemeriti dirigenti del nostro calcio (erano imputati i vertici di Juventus, Napoli, Sampdoria, Genoa, Parma, Empoli ed altre società minori) facevano ridere e sono indubbiamente servite solo al maquillage di bilanci impresentabili, ma resta impossibile stabilirne in quale misura perché né i parametri individuati dalla Procura Federale, né le valutazioni del sito Transfermarkt presentano caratteristiche di oggettività.

E visto che in dubio pro reo, sono finiti tutti assolti. In pratica, tana libera tutti. Un altro capolavoro all'italiana. Che ora però stimola a nuove imprese anche se resta difficile battere il record della Juventus che, citiamo solo i nomi fatti dal Tribunale, è riuscita in un paio d'anni ad ascrivere al proprio bilancio entrate per 150 milioni facendo uscire dal centro sportivo "campioni" del valore di Petrelli, Monzialo, Lungoyi, Heubang, Parodi, De Marino, Kaly Sene, Hajdari, Nzouango, Lanini, Minelli, Masciangelo, Brunori, Loria, Gori, Mulé, Francofonte, Gerbi, Stoppa, Vrioni, Adamoli, Mancuso, Olivieri, Mendez e Taboada. In una delle sue prime pagine più apprezzate Il Romanista titolò un giorno per ironizzare sulla vicende plusvalenze Diego Armando Mandragora. Ma sbagliammo soggetto.

Il vero fuoriclasse è Andrea Agnelli, capace, con altri compari, di uscire indenne anche da quest'altra nebulosa vicenda, dopo l'esame farlocco di Suarez, dopo i biglietti agli Ultras in odore di 'ndrangheta, dopo il capolavoro della Superlega e dopo tutti gli errori che hanno portato nel tempo la Juventus ad impoverirsi tecnicamente ed economicamente. Però è lì, resiste, al quarto posto, difeso dai sei punti presi alla Roma in due confronti diretti nei quali ne aveva meritati al massimo uno. Quando si dice la plusvalenza.