Non conosciamo con precisione il numero degli abbonati tv tifosi della Roma. Abbonati a Sky, ma il discorso che vogliamo fare potrebbe essere esteso anche alle altre emittenti nazionali, o a radio e giornali. In ogni caso crediamo di non essere lontani dalla verità sostenendo che il numero non sia inferiore alle sei cifre. Peraltro fossero anche poche decine, non cambierebbe di una virgola il discorso che vogliamo fare. Perché intendiamo discutere, prontissimi a qualsiasi dibattito, del trattamento con cui la nostra Roma viene considerata davanti alle telecamere, o su qualche radio, o sulle colonne di alcuni giornali. Cioè uno schifo. Dire che la Roma stia antipatica a molti è un po' come scoprire l'acqua calda. Sostenere che i cittadini della capitale, in particolare i tifosi, stiano sulle scatole alla stragrande maggioranza del resto del Paese, è un'acqua calda bis e chi scrive lo ha toccato con mano per circa trenta anni seguendo la Roma in tutti gli stadi italiani. Ma questo non giustifica neppure lontanamente la mancanza di rispetto con cui la Roma e i suoi tifosi vengono trattati quando si accendono le lucine rosse di una telecamera, a pagamento e non, o ci si sintonizza su qualche frequenza, o si legge qualche fondo sui giornali. Perché le parole sono importanti, direbbe Nanni Moretti, e le parole lasciano il segno.

Nelle ultime settimane ci sono stati episodi che ci hanno lasciato indignati. La Roma è stata coinvolta in una serie di decisioni arbitrali perlomeno controverse. Prendete il calcio di rigore dato alla Fiorentina. C'è capitato di ascoltare Daniele Adani nell'intervallo e nel dopo partita di Firenze. E, ahinoi, pur riconoscendo la grande competenza, pure troppa, del soggetto in questione, tutto ci aspettavamo di sentire meno che Olsen avesse commesso fallo con la faccia, un inedito assoluto nella storia del calcio, in sostanza lo svedese colpevole di aver dato una facciata allo scarpino dell'argentino che stava svenendo. Il bis, non richiesto almeno da queste parti, c'è stato nel dopo partita di domenica scorsa. Protagonista quel simpaticone di Giancarlo Marocchi. Quando vede la Juventus si commuove, ma con la Roma è sembrato addirittura infastidito dal fatto che l'arbitro Irrati fosse andato a rivedere al Var l'episodio del calcio di rigore assegnato alla Sampdoria perché il contatto c'è e quindi è calcio di rigore. Ma si può? Manolas si toglie, Ramirez gli va a sbattere contro e quello sarebbe rigore invece che chiaro ed evidente errore come da nuovo protocollo Var? Bene, anzi male, e volendo dimenticare pure la scomparsa dalle tv del calcio di rigore non dato a Dzeko a Napoli, tutto questo è inaccettabile.  Se non altro per una questione di rispetto. Nei confronti della Roma e dei suoi tifosi che non possono essere sempre trattati come l'ultima ruota del carro. Sarà il caso che la Roma faccia sentire le sue ragioni, che ci sono e sono tante, nei confronti di tv, radio e giornali. Magari non servirà a niente, ma lo meritano i suoi tifosi.