Un pugno al cielo plumbeo di inizio gennaio, sotto il diluvio universale. Un pugno che sembra dire: iniziamo il 2001 come abbiamo finito il 2000, saldamente in testa alla classifica. Damiano Tommasi è l'immagine-simbolo dell'Atalanta-Roma di diciannove anni fa, quando il 7 gennaio i giallorossi si recano a Bergamo orfani di Batistuta. Si gioca su un campo che farebbe impallidire persino i frequentatori del calcio di Terza Categoria: un pantano in cui il pallone sembra rimanere imprigionato.

Non per i ragazzi di Capello, che passano in vantaggio dopo appena cinquanta secondi con Delvecchio. La partita è di quelle in cui bisogna vendere cara la pelle: le condizioni del terreno di gioco, l'assenza del capocannoniere della squadra e la ripresa dopo la sosta natalizia, unite al fatto di giocare contro una squadra storicamente ostica, già basterebbero a raccontare la difficoltà dell'incontro.

Ma la Roma di Capello indirizza subito la gara nel migliore dei modi e poco prima dell'intervallo trova il raddoppio con un diagonale sotto la traversa che rischiara la giornata di pioggia. Acqua e fango non sporcano l'Anima Candida, ritratto da fotografi e telecamere in una posa che ricorda i supereroi dei fumetti: pugno al cielo, quasi volesse ribellarsi a quell'ondata di maltempo. Sole che simbolicamente bacia i mille tifosi romanisti partiti la mattina presto per stare al fianco della loro squadra. Un passo fondamentale verso l'estasi tricolore che arriverà di lì a cinque mesi. Nemmeno il rosso a Cristiano Zanetti a metà ripresa può fermare quella cavalcata.

Quattro anni e mezzo più tardi, sempre a Bergamo, splende il sole, ma le nubi stavolta simboliche circondano la Roma di Bruno Conti: la stagione tormentata dei quattro tecnici sta volgendo al termine, e il 22 maggio 2005 mancano 180' al termine del campionato. Con 41 punti, i fantasmi si addensano su Cassano e compagni: Totti sta scontando una squalifica e il peso dell'attacco è tutto sulle spalle di FantAntonio e Montella.

All'inizio della ripresa una puntata col destro di Totò spedisce la palla all'angolino regalandoci il vantaggio. Consueto striptease per il talento di Bari Vecchia, che nel giro di pochi mesi saluterà per presentarsi a Madrid con l'ormai celebre pellicciotto jeans. Corsa folle e scatenata ad abbracciare Bruno Conti, chiamato per sostituire Delneri e condurre in porto la nave giallorossa durante la tesmpesta. Vinciamo 1-0, conquistando tre punti che cancellano aritmeticamente il rischio di retrocessioni o spareggi. Facendo tornare a splendere anche stavolta il sole anche nel cuore dei settecento immancabili innamorati.