A volte, nei momenti di difficoltà, può fare comodo tornare nei posti che ti hanno fatto diventare grande. Nel caso di Gianluca Mancini, lo stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo (ora Gewiss Stadium: hanno buttato giù e ricostruito la Curva Pisani, venduto i naming rights a un'azienda del settore elettrotecnico, ma stadio è sempre lo stesso, anche se più moderno), dove ha giocato dal 2017 al 2019.

Arrivò che era una riserva di serie B (12 apparizioni nel Perugia 2016-17, che lo aveva pescato nella Fiorentina, una in più l'anno dopo, con il primo gol tra i professionisti), visse un anno di anticamera, con sole 11 presenze, ed esplose definitivamente nel 2018-19: tra ottobre e novembre Andrea Masiello rimase fuori 4 partite per infortunio, il ragazzo di Pontedera non saltò un minuto di quelle 4, e quando il centrale di Viareggio, passato al Genoa nell'ultima sessione di mercato, tornò a disposizione, le gerarchie erano già cambiate.

A gennaio la Roma già provò ad acquistarlo: era ancora Monchi il direttore sportivo, l'accordo con l'Atalanta fu trovato soli in estate, da Petrachi: due milioni per il prestito, 13 il per il riscatto condizionato, 8 di bonus, più una percentuale sull'eventuale cessione, il 10% sulla differenza rispetto al prezzo d'acquisto. Cifre importanti per uno che a 23 anni aveva solamente 41 presenze in A (neppure una con la Fiorentina, con cui ha fatto tutta la trafila giovanile, Primavera inclusa), ma la Roma non ha rimpianti: Mancini ha avuto un ottimo impatto in maglia giallorossa, tanto da essere il giocatore di movimento con più minuti giocati, 2.417', più degli intoccabili Dzeko e Kolarov (2.369' e 2.320').

Nelle ultime partite però qualcosa non sta andando per il verso giusto: Mancini, pericolosissimo in area avversaria (5 gol con l'Atalanta 2018-19), abilissimo nell'impostare l'azione, bravo nell'anticipo, deve acquisire più malizia in fase di marcatura. Belotti, sul secondo gol di Roma-Torino (penultima vittoria di una squadra poi andata a picco), lo ha saltato con estrema facilità, come Barrow sabato in occasione della doppietta, a Reggio Emilia con il Sassuolo ha sbagliato sui due gol di Caputo, e non è riuscito a opporsi allo strapotere fisico e tecnico di Boga sul quarto. E sabato potrebbe ritrovarsi di fronte due vecchi marpioni capaci di saltare qualunque difensore, Gomez e Ilicic.

Un vecchio-nuovo ruolo

Potrebbe, perché non è detto che girino nella sua zona: Mancini partirà sicuramente titolare, per la 28esima volta in 32 gare ufficiali, ma potrebbe farlo sulla mediana. Con Diawara infortunato, il rosso a Cristante - un altro che a Bergamo ha svoltato la carriera: quando è arrivato, nel gennaio del 2017, era reduce da due trascurabili parentesi con Palermo e Pescara, dopo le 7 presenze al Benfica, che si aspettava ben altro - ha fatto scattare l'allarme in mediana, visto che Villar fino a due settimane fa giocava nella B spagnola, e non può certo essere pronto per una partita come Atalanta-Roma.

E così, di fatto, la scelta è se arretrare Pellegrini dalla trequarti o avanzare Mancini. Che, fino ai Giovanissimi, giocava in mediana, e quest'anno ci è tornato, per sei partite, tra Gladbach e Parma, con la Roma in emergenza. Sembrava non avesse mai smesso di giocarci: sicuro in fase difensiva, preciso nel far ripartire l'azione, con tecnica e intelligenza, rendimento altissimo. All'andata non c'era, per il rosso col Bologna, sabato sarà la sua prima da ex.