Non più per pochi intimi. Una volta tanto i campi di Trigoria sono pronti a essere calcati da un discreto nugolo di giocatori anche durante la sosta per le nazionali. A seconda dei punti di vista, colpa o merito degli infortuni e delle rispettive degenze, che hanno fatto partire un numero di calciatori più limitato rispetto al solito. A raggiungere i ritiri delle selezioni sono stati in dieci (ma Mancini è di ritorno per un affaticamento), a restare nella Capitale agli ordini di Fonseca in tredici. Compresi i tre che per differenti motivi non possono essere considerati al top della condizione: Spinazzola, Pellegrini e Mkhitaryan. Il terzino è stato bloccato da un problema muscolare a Parma: l'affaticamento all'adduttore lo lascia ancora in dubbio per la prossima gara di campionato con il Brescia. I due trequartisti sono invece indisponibili fin dalla trasferta di Lecce di fine settembre, ma per entrambi il ritorno in gruppo si avvicina, anche se il più pronto sembra essere l'armeno.

A loro vanno aggiunti i lungodegenti Cristante, Zappacosta e Kalinic, rimasti sì a Roma ma ancora lontani dal rientro e alle prese con le rispettive terapie. Il tecnico portoghese può comunque contare sull'apporto di diversi big fino al rientro dei nazionali: da Smalling a Veretout a Pastore, tanto per citare tre fra quelli maggiormente utilizzati nell'ultimo ciclo, sempre titolari nelle sette partite intercorse dall'ultima pausa di ottobre alla trasferta del Tardini che ha chiuso la mini-fase. Il difensore inglese e il centrocampista francese addirittura con en plein di minutaggio: mai sostituiti in tutti i match disputati nel periodo in esame. Peraltro Fazio, il Flaco e l'ex viola ieri hanno svolto seduta individuale, sia pure nell'ambito di una gestione programmata di lavoro.
Al di là di Smalling - che anche a Parma è rimasto fra i più lucidi fino al termine della partita - gli altri scesi in campo hanno denotato palese stanchezza, tanto da spingere Fonseca ad ammettere che l'affaticamento diffuso ha portato anche a una mancata lucidità di pensiero. L'esigenza attuale non può che essere di ricaricare le batterie: da qui alla prossima gara contro il Brescia ci saranno dieci giorni, durante i quali per chi è rimasto a Trigoria sarà possibile da un lato riposarsi dagli impegni agonistici; dall'altro rimettersi in carreggiata sul versante psico-fisico.

A partire dai due assenti di lungo corso Mkhitaryan e Pellegrini, che con i rispettivi imminenti rientri offriranno diverse soluzioni non solo sulla trequarti cui entrambi sono destinati, ma a cascata anche sugli altri reparti. L'armeno può occupare tutte e tre le posizioni alle spalle della punta centrale, dando modo di riposare a chi è stato costretto agli straordinari. Il numero 7 può giocare anche fra i due in mediana, liberando Mancini dall'incombenza e riportandolo al centro della difesa. L'ex atalantino oggi tornerà dal ritiro della Nazionale e andrà ad aggiungersi al gruppo già al lavoro al "Bernardini". Cospicuo soprattutto nel reparto arretrato, che conta su Mirante, Smalling, Fazio, Jesus, Santon e - quando torneranno disponibili - i due azzurri che per motivi fisici hanno rinunciato alla convocazione (Spinazzola e ora anche Mancini). A centrocampo Diawara e Veretout, in attesa del ritorno in gruppo a tutti gli effetti di Pellegrini. In attacco Pastore, Perotti, Antonucci e Mkhitaryan, con quest'ultimo che pare davvero prossimo al rientro.
Per tutti è l'occasione di alimentare muscoli e polmoni. Per chi ha giocato sempre o quasi nell'ultimo periodo, come per chi rientra da lunghe assenze. Poi, con tutti gli scongiuri del caso visti i precedenti, la rosa sarà quanto più possibile vicina alla completezza quando rientreranno i dieci nazionali. E allora ci sarà da divertirsi.