Ogni ricostruzione che si rispetti non può che partire dalle basi. E se esistono due giocatori nella rosa della Roma che possiedono le caratteristiche necessarie per fungere da cardini, si tratta di Lorenzo Pellegrini e Nicolò Zaniolo. Giovani, talentuosi, già con un buon bagaglio di esperienza alle spalle nonostante le età, ma soprattutto indispensabili per José Mourinho. Non crediamo di andare troppo lontani dalla realtà ipotizzando che lo Special One non si sia strappato i capelli quando i suoi due trequartisti hanno lasciato il ritiro della Nazionale per fare ritorno a Trigoria. Nel passato remoto e recente le soste per gli impegni delle varie selezioni non sono mai state foriere di notizie confortanti in ambito giallorosso. E i due convivono con qualche acciacco già da un po': Pellegrini ha dovuto rinunciare all'impegno di coppa di giovedì scorso per il riacutizzarsi di un'infiammazione al ginocchio, eredità di uno scontro fortuito con un compagno prima del match casalingo contro il Milan. In quell'occasione, così come nell'ultimo turno a Venezia, il numero 7 ha stretto i denti, facendo ricorso agli antidolorifici e giocando in condizioni decisamente menomate. Comportamento da Capitano vero, che si sacrifica per la Roma senza sbandierarlo ai quattro venti. In linea con l'episodio che sul finire della scorsa stagione gli è costato gli Europei: la presenza al derby, nonostante il persistente problema alla coscia. Questa volta per evitare ulteriori rischi, Lorenzo ha rinunciato alla convocazione in azzurro. Stessa scelta per Nicolò, che pure all'Italia ha dato un ginocchio e un intero anno di carriera. Sovraccarico muscolare al polpaccio sinistro la diagnosi.

Inevitabile il ritorno a casa per uno come lui che è reduce da quei due gravissimi infortuni e da uno stop quasi continuativo di un anno e mezzo. Il numero 22 sta pagando un dazio all'infinito decorso post-operatorio che in qualche modo si poteva prevedere come fisiologico. Il suo inizio di stagione è stato costellato da alti e bassi, nonostante le premesse allettanti, con il ritorno al gol nel preliminare di Conference League contro il Trabzonspor all'Olimpico. Ma per rivedere la versione più scintillante di Zaniolo si è dovuto attendere il secondo tempo del derby, quando da messo alle corde la difesa di Sarri. Sarebbe andata anche meglio se Guida non avesse sorvolato sull'evidentissimo fallo da rigore ai suoi danni già nel primo tempo. Eppure nelle gare immediatamente successive, il talento di Massa ha sprigionato quella straordinaria miscela di tecnica e forza fisica che lo rende un interprete unico nel ruolo. Come fosse scattato un clic nella testa, oltre che nelle gambe. Ma al ritorno in campo dopo l'ultima sosta, il cortocircuito è stato di segno opposto e nella sfida di Torino contro la Juventus, Nico deve aver rivisto le streghe: un colpo al ginocchio sinistro, quello sottoposto all'ultimo intervento chirurgico, lo ha costretto al forfait e ha tenuto tutti col fiato sospeso fino agli esami strumentali. Soltanto quando è stata esclusa ogni lesione è tornato il sereno. Eppure il rendimento si è riassestato sui livelli pre-derby, più timidi e meno esplosivi. Più volte sollecitato sull'argomento, lo stesso Mourinho ha confermato che ci vuole pazienza prima di riavere a disposizione il miglior Zaniolo.

Intanto lo Special One potrà preparare l'ultimo ciclo dell'anno solare con i suoi talenti a Trigoria. Non li avrà subito con il gruppo (esiguo per le partenze degli altri nazionali), ma potrà verificarne di persona i progressi fisici dopo i rispettivi stop. Soprattutto per Pellegrini è previsto un periodo di riposo. Al momento la sua presenza nella gara di Marassi col Genoa non può essere garantita: il ginocchio è ancora gonfio. E se si eccettua l'assenza nel derby per la squalifica seguita al surreale rosso rimediato con l'Udinese, il Capitano ha disputato tutte le gare di campionato e sempre per 90 minuti. Un utilizzo mai messo in discussione, al quale andrebbe aggiunto lo strepitoso score di 8 gol e 3 assist: dati che la dicono lunga sulla sua imprescindibilità per questa squadra. Con presupposti differenti ma motivi affini, sono i volti di Pelle e Zaniolo quelli adatti a curare la Roma.