Oltre la metà della rosa. Saranno in quindici a mancare a Trigoria durante questa prima sosta di campionato per le convocazioni delle rispettive nazionali. Una pattuglia nutritissima che svuoterà i campi del Centro sportivo "Fulvio Bernardini" fin da stamattina, quando la squadra (o meglio, quello che ne resta) si ritroverà alle 10.30, dopo il giorno libero concesso da José Mourinho all'indomani della goleada rifilata alla Salernitana. Tutti di ritorno nella Capitale il giorno successivo all'ultimo impegno in programma, nella prossima settimana, alcuni a poche ore dalla sfida contro il Sassuolo, in programma domenica 12. Sarà poi lo Special One a decidere come farli lavorare, a seconda dell'ordine di arrivo.

Chiuderà Matias Viña, il cui rientro è previsto addirittura alla vigilia del match di campionato. E proprio l'esterno mancino uruguaiano e Amadou Diawara, impegnato con la selezione della Guinea, fanno parte loro malgrado di quei calciatori al centro del caso di cui si sta discutendo da qualche tempo. Chi è in partenza per zone considerate a rischio, dovrebbe essere sottoposto a quarantena al rientro in Italia. Una situazione che i vari club, con l'appoggio incondizionato della Lega, stanno cercando di scongiurare. Il tavolo con le istituzioni dovrebbe portare negli auspici di tutti a una soluzione condivisa, ovvero una sorta di "corridoio" per evitare l'isolamento agli atleti impegnati in eventi organizzati dalla Fifa.

In chiave romanista, ai quattro giocatori chiamati da Roberto Mancini in azzurro, se ne sono aggiunti negli ultimi giorni ulteriori undici, peraltro non tutti fra i più impiegati da Mou in questo primissimo scorcio di stagione. Torna a vestire la maglia dell'Italia Bryan Cristante dopo aver conquistato il tetto d'Europa nello scorso luglio. E con il numero 4 rientrano in Nazionale anche quei calciatori che hanno dovuto rinunciare alla rassegna continentale: Gianluca Mancini per scelta tecnica, escluso last minute dal suo omonimo dalla lista finale dei ventisei a vantaggio dell'ex giallorosso Toloi. Ma il centrale romanista sta vivendo un periodo di grande forma, è carico e ieri è tornato sul successo dell'Arechi con un post su Instagram («Vincere, vincere e ancora vincere. Step by step»). Con lui Lorenzo Pellegrini, che invece faceva parte dell'ultima scrematura dopo il ritiro sardo, ma è stato costretto a rinunciare per problemi fisici. Senza parlare di Nicolò Zaniolo, che proprio in Nazionale s'infortunò un anno fa, dicendo addio a tutta la stagione. Può essere il momento della nemesi. Contro Bulgaria, Svizzera e Lituania le risposte, il 9 il ritorno a casa.

Lo stesso giorno in cui rientreranno anche la maggior parte dei giocatori impegnati con le selezioni europee: da Robin Olsen (che a Trigoria si allena con i cosiddetti esuberi ma nella Svezia è un inamovibile, soprattutto dopo l'ottimo Europeo) a Henrikh Mkhitaryan, che si riprende il ruolo di uomo-simbolo dell'Armenia. E ancora Marash Kumbulla con l'Albania, per ora poco utilizzato in giallorosso ma che dalla sua ha l'anagrafe. Ancora più di lui Nicola Zalewski (classe 2002), stellina della Primavera di De Rossi con qualche fugace apparizione in prima squadra, ma già aggregato alla nazionale maggiore polacca. Dovrebbero rientrare a Trigoria invece l'8 il veterano del Portogallo Rui Patricio e Jordan Veretout, finalmente chiamato dalla Francia. Con loro anche Diawara e Riccardo Calafiori, impegnato con l'Under 21 azzurra. Il giorno prima tornerà Edoardo Bove, che con l'Italia U20 affronterà i pari età di Polonia e Serbia. Ma il primo a rivedersi sarà Eldor Shomurodov, il 6 settembre.