La speranza è l'ultima a morire. Si dice così, no? E allora, anche se ormai mancano meno di ventiquattr'ore al gong finale del mercato, è giusto poter sognare che la Roma possa confezionare un altro regalo a Mourinho. Cosa, però, che non è per niente facile, soprattutto perché alle viste non c'è neppure una cessione che possa essere propedeutica all'acquisto di un nuovo giocatore. In particolare un centrocampista. Perché è lì, in mezzo al campo, che il tecnico gradirebbe avere a disposizione un metronomo di fisicità in grado di completare le caratteristiche dei giocatori che ha in rosa. Giocatori dei quali, almeno per un paio, farebbe anche a meno. Cioè Diawara e Villar. Ma, per quello che ci risulta, i due centrocampisti non sono al centro di trattative avviate e quindi, da qui a domani, sembra difficile ipotizzare una loro partenza che, poi, potrebbe creare lo spazio tecnico, numerico ed economico per inserire un nome nuovo nella rosa.

Nome che sarebbe quello dello svizzero Zakaria. Che, dopo essere svanito l'obiettivo Xhaka, è diventato il preferito dalle parti di Trigoria. Ieri Zakaria è rimasto in panchina con il Borussia Moenchengladbac, subentrando nella ripresa, a conferma di come il club tedesco continui a prenderlo in considerazione anche se ha un contratto in scadenza il trenta giugno 2022. Per prenderlo ci vogliono diciotto-venti milioni, cifra che in questo momento non c'è nel portafoglio che la proprietà ha messo a disposizione di Pinto. Si potrebbe sperare nell'addio di qualcuno degli esuberi. Ma Nzonzi continua a chiedere la buonuscita, Fazio ha rifiutato tutto quello che gli è stato proposto, Santon e Olsen, infine, non è neppure escluso che possano essere reintegrati nella rosa.

Pinto, allora, che oggi potrebbe volare a Milano per le ultime ore di trattative, cosa farà in questi giorni? Il dirigente può solo sperare che si concretizzi un'operazione last minute, magari un prestito con diritto di riscatto per un centrocampista che potrebbe andar bene a Mourinho. In questo senso ieri è circolato il nome del viola Pulgar che, con l'arrivo di Torreira a Firenze, rischia di finire in panchina. Conferme, però, noi non ne abbiamo trovate.

E allora è molto probabile che Pinto si dedichi all'altra parte del mercato, ovvero alla definizione di alcuni contratti che hanno bisogno di essere ridiscussi. Nella rosa ci sono cinque giocatori in scadenza a giugno del prossimo anno. Tre sono esuberi (Fazio, Nzonzi, Sartor) e costituiscono in chiave futura un problema relativo. Uno, Mkhitaryan deciderà insieme alla società alla fine di questa stagione se proseguire o meno in giallorosso (cosa già fatta quest'anno). Il quinto, infine, si chiama Lorenzo Pellegrini, è il Capitano, cresciuto nel settore giovanile di Trigoria, romano, romanista, protagonista pure ieri sera a Salerno di una prestazione da applausi a scena aperta, arricchita da due gol, uno di sinistro, il secondo, meraviglioso, di destro. Gol che il Capitano ha festeggiato così: «Sono contento, abbiamo vinto una partita non semplice. Siamo stati bravi a sbloccarla con il mio gol ad inizio ripresa, dopo tutto è stato più semplice. Grande prova di squadra. Grande partita non solo mia. Mourinho nell'intervallo ci ha detto di continuare così, di dare quell'intensità perché era importante essere veloci per trovare lo spazio giusto. Ci siamo riusciti. Quest'anno c'è qualcosa di diverso. Quello che ci viene trasmesso è pensare partita per partita, ma davvero. Non credo ci sentirete mai parlare di una partita che non sia quella più vicina. I tifosi cantano vinceremo il tricolore? E' un classico coro della tifoseria della Roma che ci piace tanto. Speriamo di realizzare questo sogno».

Sarà lui, il prossimo acquisto della Roma. E' stato già fissato un appuntamento quando tornerà a Trigoria dagli impegni in azzurro dove il ct Mancini la ha subito rivoluto dopo essere stato costretto a farne meno per l'Europeo. Obiettivo sarà quello di mettere nero su bianco un accordo che è stato già definito nella sostanza, anche se c'è ancora una piccola differenza tra la richiesta del procuratore, Pocetta, e l'offerta della Roma. Differenza che non può costituire certo un ostacolo al brindisi finale. Del resto basta ricordare come società e Mourinho si sono espresse a proposito del Capitano. Tiago Pinto, non più tardi di qualche settimana fa, ha spiegato come la proprietà abbia individuato in Pellegrini il giocatore simbolo del nuovo corso giallorosso, il ragazzo in grado di rappresentare quel senso di identità a cui a Trigoria tengono moltissimo. Ancora più recenti sono state le parole dello Special One. Parole impegnative e senza ritorno. Perché il portoghese ha detto chiaro e tondo che si aspetta, in breve tempo, la firma del giocatore, invitando sia Pellegrini che la società a chiudere definitivamente la questione. Le basi dell'accordo sono state già trovate. Il nuovo contratto sarà prolungato sino al trenta giugno del duemilaventisei con un ingaggio netto a stagione a partire da tre milioni e mezzo più una serie di bonus legati a obiettivi personali e di squadra.

Per il resto dei contratti, probabilmente Pinto dovrà affrontare soprattutto le questioni legate ai giovani.