Altra giornata di inutili polemiche intorno alle vicende del futuro impianto giallorosso. Tutto è nato dalla notizia della perquisizione da parte dei Carabinieri del Nucleo investigativo dell'abitazione di Francesco Prosperetti, ex soprintendente della Capitale, nell'ambito dell'inchiesta della Procura sugli affari di Luca Parnasi. Una notizia però che non sorprende (Prosperetti risulta indagato dallo scorso giugno) e che solo marginalmente ha a che fare con lo stadio. In realtà all'ex soprintendente sarebbe contestata una collaborazione di un altro architetto, solo parzialmente realizzatasi. A questo si è tentato anche di associare l'iscrizione sul registro degli indagati, per concorso e traffico di influenze, di Fabio Serini, presidente dell'Ipa, l'Ente di previdenza dei dipendenti comunali.

Nel decreto di perquisizione disposto dal Pm Barbara Zuin tre giorni fa risulterebbe che Serini sarebbe stato corrotto per esercitare le sue funzioni di commissario dell'azienda rifiuti e nominare Luca Lanzalone nella procedura di concordato della Aamps, l'azienda dei rifiuti di Livorno. Ecco che torna quindi l'avvocato di Genova mandato a risolvere i problemi della sindaca Raggi lo scorso anno e forse principale indagato della Procura. Questo fatto però conferma, se ancora ve ne fosse bisogno, che ormai l'inchiesta Rinascimento si sta spostando da Roma e paradossalmente anche da Luca Parnasi. L'attenzione dei pm quasi da subito si è concentrata proprio su Lanzalone e sulla sua capacità di determinare le sorti e gli indirizzi del Movimento di Beppe Grillo. Niente a che vedere con lo stadio. È il caso di ribadirlo ancora una volta e con forza.