Nuovo Stadio

Più di uno stadio: sarà una casa polifunzionale

Oltre tre miliardi di euro di impatto economico. L’inaugurazione nel 2031. Grande attenzione dedicata alla Sud, 9 metri più in alto della Nord e con 22 ingressi ispirati ai rioni

(AS ROMA)

PUBBLICATO DA Andrea De Angelis
25 Gennaio 2026 - 06:30

Oltre 3 miliardi di euro. Questo l’impatto economico previsto del nuovo stadio della Roma a Pietralata. Numeri, insieme a tanti altri, che giustificano l’impegno che la Roma e il Campidoglio hanno profuso in questa impresa, che avrà come termine proprio la costruzione della nuova casa giallorossa. Di cui è stato depositato lo scorso mese il progetto che andrà al vaglio, prima del Comune per la verifica e conferma del Pubblico Interesse, e poi della Conferenza dei Servizi Decisoria per l’approvazione finale. Ed allora il progetto, che si sviluppa su un’area complessiva di circa 250.000 m², e che comprende tre zone principali: il Parco Centrale, un complesso di spazi verdi e pubblici, per un totale di circa 70.000 m²; il Parco Pubblico (che nel progetto preliminare veniva chiamato Parco dello Stadio), che include circa 50.000 m² di aree verdi; infine lo stadio. L’impianto sarà una vera e propria struttura polifunzionale e potrà accogliere 60.605 spettatori, con un’attenzione particolare al settore della Curva Sud, destinato a 22.769 tifosi. Ma andiamo con ordine.

Il Podio e lo Stadio

Il Podio sarà quella struttura capace di collegare “la scala urbana e quella monumentale dello stadio, adattandosi all’orografia esistente”. Al suo interno troveranno spazio varie sezioni di attività del club, dallo store agli uffici. Avrà “una funzione logistica importante, gerarchizzando gli ingressi pedonali e veicolari”, di fatto l’Area di Massima Sicurezza determinando la creazione di “zone cuscinetto per ogni settore, garantendo la sicurezza degli spettatori in caso di emergenze”. L’architettura dello stadio “si sviluppa attraverso curve e piegature a diverse altezze e angolazioni, seguendo le funzioni interne”. Elemento caratterizzante è la geometria dell’impianto, che “è determinata da un taglio obliquo in prospetto, la cui inclinazione è di circa 2,1°”. Il profilo dello stadio risulta quindi asimmetrico, crescendo verso Sud, verso la Curva, che infatti, è “circa 9 metri più in alto rispetto alla curva nord”. Lo stadio sarà articolato su più livelli, di cui tre piani di parcheggio sotterranei. Le tribune (che si chiameranno per ora genericamente Est ed Ovest) saranno sviluppate su sette e nove livelli rispettivamente. La curva Nord (all’interno della cui area troveranno posto in parte i tifosi ospiti) si articolerà invece su tre livelli diversi. La Sud, come noto, sarà una sorta di blocco unico, che crescerà su quattro livelli al di sopra del podio. Sarà contraddistinta da 22 ingressi che si ispirano ai 22 storici Rioni di Roma.

L’investimento finanziario

L’investimento complessivo sarà di poco più di un miliardo di euro, cui va aggiunta l’IVA, per un totale stimato di 1,38 miliardi. Di questi 33 milioni riguardano la sola fase preliminare fin qui svolta. Il fabbisogno finanziario sarà interamente coperto da fonti private: un mutuo bancario da 600 milioni; una linea di finanziamento da 205,3 milioni, a copertura dell’IVA; infine la creazione di un Capitale Sociale da 572,1 milioni, coperti in buona sostanza dalla proprietà del club. L’impatto dell’investimento sarà, come detto, di 3,32 miliardi euro, in buona parte determinati dal volume indiretto degli introiti. Il resto sarà costituito dal “valore economico direttamente connesso al processo di costruzione”, dalle imposte (dirette e indirette) che andranno nelle casse pubbliche, dall’aumento del “valore patrimoniale incrementale che si stima avranno gli immobili situati nell’area di maggiore prossimità” allo stadio.

La cura del patrimonio

Uno degli aspetti che ha destato maggiore preoccupazione, soprattutto nelle ultime settimane, e soprattutto negli ambienti contrari alla realizzazione dello stadio, è la salvaguardia di possibili reperti archeologici presenti nell’area. Finora sono stati repertati solo elementi non particolarmente significativi. In particolare, all’interno dell’area di progetto “sono stati individuati i resti di una grande cisterna romana databile al II secolo d.C., già oggetto di scavo nel 1997 e successivamente ricoperta”. Nel progetto depositato si chiarisce come “al termine degli scavi, quando lo stato di conservazione dei reperti precedentemente documentati diverrà noto, sarà definita con la Soprintendenza la strategia più appropriata per la gestione e l’eventuale valorizzazione di tutti i resti”, e come si preveda di “accogliere e preservare nella posizione originaria”.

Cronoprogramma

Chiudiamo sui tempi. La Roma prevede al termine dell’iter progettuale, quindi dopo la consegna del progetto esecutivo (quello che verrà redatto al termine della Conferenza dei Servizi), 49 mesi di lavoro. I primi 12 di pratiche amministrative, gli altri 37 per la costruzione dell’impianto. Volendo essere ottimisti quindi occorre prevedere ancora un anno prima di poter avviare il cronoprogramma inserito nel progetto. Poi ancora un anno, infine i cantieri, dalla fine del 2027 al 2030. L’inaugurazione al 2031, giusto in tempo per gli Europei.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI