Dopo gli ultimi due giorni di improvvise fiammate è tornato il silenzio sul fronte stadio della Roma. Un silenzio però eloquente se è vero che la società giallorossa non ha voluto smentire le tante indiscrezioni uscite nelle ultime ore. Indiscrezioni che vogliono il club in una fase interlocutoria rispetto al progetto di Tor di Valle. Un'analisi che servirà a capire come il calcio italiano e mondiale evolverà nei prossimi mesi ed anni dopo la pandemia che ancora oggi sta sconvolgendo ogni nostra abitudine. Gli studi e le previsioni che vengono fatte vengono considerate ancora poco attendibili e per questo i dirigenti romanisti preferiscono essere cauti. Va probabilmente rimodulato il progetto tecnico dello stadio. Un impianto pensato per essere vissuto 365 giorni l'anno e non solo per il calcio. Ad oggi però immaginare grandi eventi aperti al pubblico è un esercizio di pura fantasia. Quindi non solo potrebbe essere rivista la capienza dello stadio, ma anche tutto il sistema di intrattenimento a corredo. Alla Roma non interessa invece se e come rivalutare il business park.

L'idea dell'area dedicata ad uffici era un pallino di Luca Parnasi, che non aveva mai troppo convinto nemmeno James Pallotta. Ora, in epoca di smart working, appare ancora meno convincente. I Friedkin da subito hanno manifestato scarso interesse, mentre Vitek vorrebbe rivedere il progetto, dedicando l'area a spazi commerciali. Tutto fattibile, ma in questo caso occorrerebbe una modifica sostanziale del progetto, e quindi una novazione della delibera di pubblica utilità, una nuova Conferenza decisoria, e un nuovo passaggio in Comune. Insomma, almeno un anno per ritornare al punto in cui siamo oggi. Non un azzeramento, ma comunque un bel passo indietro. A consigliare in questo senso ancora il clima di incertezza che pesa sul Campidoglio. Virginia Raggi e la sua Giunta continuano a dare prova di debolezza.

L'Assemblea di Roma Capitale è impegnata ormai da settimane nell'approvazione del Bilancio di previsione per gli anni 2021-2023, senza riuscire a trovare la quadra dei conti. Oggi la Raggi e la sua maggioranza si trovano di fronte alla possibilità di chiudere la sindacatura spendendo i fondi mese per mese e di far saltare il quadrimestre elettorale. Fatto che comporterebbe l'esercizio provvisorio della città. Altro che slancio per la ricandidatura della prima cittadina, che trova nemici persino all'interno della propria maggioranza. Anche per questo la prudenza della dirigenza giallorossa sembra quanto mai appropriata. Valutare la fattibilità del progetto ed attendere le elezioni comunali della primavera. Nella speranza che la prossima consiliatura capitolina possa fare meglio e più in fretta.