Dopo il rinvio dell'ultima ora deciso domenica sera, oggi sarà finalmente il giorno in cui i consiglieri di maggioranza capitolini potranno toccare con mano il progetto sul nuovo stadio della Roma. Un dossier particolarmente corposo, che in centinaia di pagine racconterà agli eletti del Movimento 5 Stelle anni di lavoro. Gli oltre otto anni di lavoro prodotti dalla Roma e i tre anni targati Raggi. Questi ultimi fatti di rinvii e tentennamenti, ma anche di profonde verifiche, dovute e volute a seguito dei guai giudiziari di Luca Parnasi, che hanno realmente rischiato di affossare il progetto. E proprio le verifiche fatte, compresa quella ormai arcinota del Politecnico di Torino sui flussi di traffico nell'area di Tor di Valle, rappresentano la chiave con cui la sindaca intende aprire le porte della propria maggioranza. I consiglieri grillini non sono mai stati particolarmente convinti del progetto stadio e le peripezie giudiziarie di Parnasi non hanno contribuito a cambiare questo sentimento. Anzi, le ultime vicende, che hanno visto coinvolto anche un esponente di peso del Movimento, come il presidente dell'Assemblea Marcello De Vito, hanno semmai prodotto l'effetto opposto: oggi i pentastellati hanno paura di scottarsi con il dossier giallorosso.  

La realtà dei fatti però racconta come lo stadio non sia mai entrato nelle indagini della Procura romana e come anzi la Roma ad oggi possa essere considerata come parte lesa. Tutto questo la Raggi farà pesare oggi nell'incontro con i propri consiglieri. L'incontro sarà aperto dall'ingegnere Roberto Botta, vice direttore generale del Campidoglio, che ha coordinato gli uffici tecnici del Comune che hanno lavorato al dossier stadio, e che illustrerà la relazione di accompagnamento al progetto da lui stesso redatta. Una relazione consegnata alla sindaca da più di due settimane ed in cui viene dato il via libera al progetto, senza riserve. Del resto i testi che dovranno superare il vaglio dell'Aula sono stati scritti di concerto tra proponenti e Comune, ed è quindi impensabile l'amministrazione capitolina possa smentire se stessa. Sul piano tecnico non sono possibili ripensamenti.  

Quello che resta da decifrare è la volontà politica della maggioranza, che ancora deve decidere come presentarsi il prossimo anno alle elezioni comunali, se con la ricandidatura di Virginia Raggi o meno. Nel primo caso si farebbe di tutto per garantire alla sindaca uscente la posa della prima pietra in piena campagna elettorale, nel secondo caso si potrebbe essere tentati da ulteriori rallentamenti. Questo è l'unico nodo da sciogliere e su cui occorre (ma la Roma ne è cosciente ed è in prima linea) vigilare. Ad oggi comunque questo rischio sembra essere lontano. Lo stadio della Roma invece appare sempre più vicino.