Scenari alternativi. Da ieri sembrano essere queste le parole nuove su cui, chi più e chi meno, un po' tutti si stanno interrogando circa le sorti del nuovo stadio della Roma. Parole contenute nel documento preparatorio dell'Assemblea ordinaria degli azionisti della Roma convocata per domani (in prima convocazione, il 29 in seconda). La situazione attuale di distanziamento sociale ha imposto alla società giallorossa di predisporre modalità per molti versi inedite di partecipazione. Tra queste la possibilità per gli azionisti di porre domande in forma scritta prima ancora della tenuta dell'assemblea. Ed ecco le domande sullo stadio, tutte poste da Mario Staderini, non nuovo a queste iniziative. La prima a riguardo delle spese sostenute dalla società per la progettazione dello stadio, che, come ammesso più volte dal Presidente Pallotta sarebbero superiori ai 70 milioni di euro. Spese però sostenute dall'azionista di maggioranza e non dalla Roma, come specificato nella risposta del club a Staderini. Nello specifico la società ha affermato che gli "impegni finanziari sostenuti dalla Roma sono relativi agli oneri per gli studi e la progettazione del nuovo stadio", e che questi sono stati poi "riaddebitati alla controllante As Roma SPV LLC e alla Stadio TDV Spa". Niente di nuovo. La seconda domanda era invece incentrata sull'iter amministrativo. O meglio un trittico di domande: su quale sia la previsione di inizio dei lavori, sulla data di inaugurazione e sulla Convenzione Urbanistica, che a detta di qualcuno non sarebbe stata ancora completata. Risposta di rito anche in questo caso da parte del club, che ha potuto solo sottolineare come si sia "fatto tutto quanto richiesto ai sensi dell'iter autorizzativo", e come questo sia "attualmente nelle mani del Comune". Un modo educato ed istituzionalmente corretto per dire che la Convenzione e tutti gli altri documenti sono pronti e che ora sia solo la politica a dover sciogliere i nodi rimasti. Ma di questo ci occuperemo poi.

Infine l'ultima domanda, che ha animato la giornata dei tifosi romanisti, e che ha destato qualche, ingiustificata, preoccupazione. Sono state prese in considerazione ipotesi alternative a Tor di Valle? La risposta è stata semplice e lineare: "Il sito di Tor di Valle è stato selezionato al termine di un lungo processo di selezione che ha coinvolto quasi 100 siti", ed ancora che "qualora il Comune non approvi il progetto potranno essere presi in considerazione ulteriori scenari alternativi". Ecco gli scenari alternativi su cui in molti davvero hanno speculato per tutta la giornata. La realtà dei fatti è che anche in questo caso la società non ha svelato nulla di nuovo, o detto qualcosa che non abbia già detto in passato. La posizione della Roma e dei suoi dirigenti è sempre stata la stessa. Vale a dire che l'area di Tor di Valle non è stata scelta a caso e che il processo di identificazione è durato mesi. L'iter finora svolto, con lo sforzo sostenuto, non ha mai evidenziato criticità tali da mettere in dubbio la scelta fatta. Si andrà avanti con Tor di Valle. Semplice. Si prenderà in considerazione altro solo nel caso in cui il Comune si suicidi (politicamente e non solo) e voti contro lo stadio. Evenienza che al momento è quanto mai lontana. Anzi, come già scritto in passato, le voci provenienti dal Campidoglio parlano di un primo passaggio di Convenzione e Variante in Giunta già nelle prossime settimane. Da Trigoria si resta comprensibilmente cauti, anche perché troppe volte si è stati vicini alla agognata svolta, e puntualmente la sindaca ha deciso di rallentare, o rinviare, o approfondire. Insomma, si vuole evitarsi di scottarsi, e soprattutto di illudere una piazza già per molti versi esasperata. Non manca molto, ma forse è meglio non dirlo ad alta voce. Sul passaggio di proprietà del club, invece, gli azionisti hanno chiesto a che punto fosse la discussione: «Tutte le informazioni e le considerazioni riguardanti le trattative per la potenziale vendita della Società - ha risposto la Roma - sono state rappresentate dal Sig. Pallotta nella sua intervista alla quale si rinvia».