Pronti. Partenza. Ancora un attimo di pazienza. Perché nella storia infinita dello stadio della Roma continua sempre a mancare il fatidico "Via". Si è in sostanza sempre sul punto di finalmente giungere alla positiva conclusione dell'iter amministrativo (la parte almeno di competenza comunale) quando qualche imprevisto costringe all'ennesima frenata. E questa volta ci si sono messi di mezzo i rifiuti e l'emergenza in cui versa la città. Qualcuno potrebbe legittimamente obiettare che nulla dovrebbero avere a che fare i rifiuti con lo stadio, ma questo qualcuno non conoscerebbe bene la politica italiana e romana.

Ed ecco allora che qualcuno dalle parti di Houston ha preso contatti diretti con l'amministrazione capitolina, e si è sentito rassicurare sulla volontà di procedere, ma al tempo stesso si è sentito spiegare come ragioni di opportunità politica impongano di attendere la soluzione dell'emergenza rifiuti. Perché «sarebbe complicato spiegare ai cittadini che la sindaca si preoccupa dello stadio e non della monnezza», almeno stando a quanto filtra dal Campidoglio. .

Roma è in attesa che l'Ama realizzi la gara per portare i rifiuti della città all'estero, o che altre regioni (una dovrebbe essere la Sardegna) si prendano carico la nostra spazzatura, o soprattutto che si realizzino finalmente dei nuovi impianti. E la sindaca deve presto decidere dove portare le 1.000 tonnellate di rifiuti prodotte dalla Capitale ogni giorno dal prossimo 15 gennaio, quando la discarica di Colleferro chiuderà definitivamente. 

Un ultimatum di fatto che costringe il Campidoglio a concentrarsi esclusivamente o quasi su questo fronte. La Raggi avrebbe voluto festeggiare il Natale con un comunicato ufficiale che desse il tanto atteso via libera allo stadio. Un messaggio alla città per annunciare l'accordo (che ci risulta essere stato già sostanzialmente trovato) tra le parti sulla Convenzione Urbanistica e sulla Variante al Piano Regolatore, con tanto di tempi fissati per l'approvazione da parte dell'Assemblea. Un messaggio però che oggi potrebbe essere portato più dalla Befana che da Babbo Natale.