Come si chiama la tua chat della ROMA? Perché non venirmi a dire che non ne hai eh… uno di quei gruppi WhatsApp che illumina il tuo telefono in ogni istante della giornata. Il terrore della tua batteria insomma. Perché potrai silenziarlo o far finta di controllarlo meno ma sai bene che lei, quella dannata chat, sarà sempre in fermento. Notifica dopo notifica. Che una persona normale, vedendo scritto 428 su quel simbolo verde che c'ha cambiato l'esistenza, assocerebbe immediatamente quella spaventosa numerica alla scomparsa di un caro o all'inizio della terza guerra mondiale piuttosto che al principio di una tallonite che, si dice, pare abbia colpito Edin Dzeko o qualsiasi altro giocatore della rosa, Primavera compresa.

Già.... perché non ci sarà notizia, o presunta tale, che non verrà, animatamente, commentata. E sulla quale si inizierà a polemizzare dividendosi, ogni volta, in una costellazione di schieramenti variabili che porterà all'incazzatura di questo o quello senza trovare, mai, un punto di incontro. Sì, perché una delle costanti più divertenti di queste chat è che tutti si parlano addosso, nessuno legge. Di messaggio in messaggio. Che, certe volte, ne arrivano così tanti e così velocemente che tu stai ancora parlando di Gianluca Mancini e l'argomento è già diventato il bordo della manica della terza maglia della ROMA.

Avete presente la chat dei genitori delle scuole elementari? Dilettanti, ermetici, taciturni, principianti, introversi, riservati… potrei riempire tutte le altre pagine del giornale con i sinonimi più adatti per ridimensionare gli atteggiamenti degli equilibrati partecipanti a quei gruppi in cui, per un regalo di Natale ad una maestra, morigerate mamme si danno appuntamento per sfidarsi, tra loro, a colpi di machete pur di vedere la propria ipotesi prevalere su tutte le altre.

Robbbbetta, con quattro b: è quella della ROMA, di chat, il vero Far West. Perché vive di momenti ma, soprattutto, di risultati. E se quando la ROMA vince ci si vuole tutti bene come durante una ubriacatura di gruppo al contrario, quando le cose vanno male, ci si inizia ad insultare come se uno avesse rubato la macchina all'altro perché: «Ma come fai a non capirlo che, oggi, abbiamo preso gol per colpa di Kolarov che non ha fatto la diagonale?!?». E non c'entra nulla che tu abbia mai indossato un paio di scarpini o no…

Il segreto di quella chat sta proprio nel fatto che regala, a tutti, la possibilità di parlare con l'autorevolezza di Enzo Bearzot che ha appena azzeccato la convocazione di Paolo Rossi al mondiale del 1982. Poi, è chiaro, ognuno si manifesta secondo carattere: quello ironico, quello polemico, quello molto polemico, quello del partito preso, quello del "Non si discute, si ama" e via-via tutti gli altri fino a, lasciatemelo dire, quello che mi diverte di più: il lunatico.

Che se Pellegrini azzecca un passaggio lo sentirai esultare dicendo che è dieci, anzi cento volte più forte pure di Totti ma se poi, l'istante dopo, il numero 7 non alza un calcio d'angolo allora: «È un mezzo giocatore, un montato e sai che c'è? Ma magari lo mandano al Cesena!». Tutto e il contrario di tutto, sempre. Con chi sparisce durante tutti i novanta minuti della partita e quell'altro che, invece, la commenta passo passo come se tutti gli altri fossero sulla luna e avessero chiesto i suoi, costanti, aggiornamenti.

Un carrozzone colorato, folcloristico ed esuberante che non conosce stagione né orari perché, che si sappia, la chat della ROMA non dorme mai, è sempre vigile: viva. Effervescente e reattiva pure in piena notte quando il mondo intero russa e lei, invece, regala a tutti la possibilità di commentare la mancata convocazione di Juan Jesus. Perché, stai tranquillo, lì troverai qualcuno con cui poterlo fare.Anzi, sapete che c'è? C'è che adesso devo salutarvi perché, una notifica dopo l'altra, vedo che già si sono accumulati 212 messaggi. Duecentododici. Duecento. Dodici. Chissà che sarà successo…