L'accelerazione è la grandezza fisica che esprime la variazione della velocità di un corpo in rapporto al tempo in cui avviene tale variazione. Nel mondo della politica invece questo termine assume contorni decisamente più vaghi e spesso interpretabili a seconda del punto di osservazione. Questa volta ci troviamo di fronte ad uno dei rari casi in cui la spiegazione letterale del termine corrisponde anche all'interpretazione politica dello stesso.

Questo per dire che siamo veramente alla vigilia di quella spinta che tutti attendiamo ormai da quasi due anni, da quando una mattina di giugno Luca Parnasi è stato sorpreso dagli uomini delle forze dell'ordine e condotto nel carcere di San Vittore a Milano. Da quel 13 giugno il processo burocratico amministrativo di approvazione del progetto stadio si è sostanzialmente congelato. Ci sono stati nei mesi (e negli anni) piccoli passi avanti, frutto soprattutto di un lavoro tenace e testardo della dirigenza giallorossa, che non ha mai smesso di credere nel proprio ambizioso sogno e nella bontà del proprio lavoro, che però hanno determinato solo piccoli e parzialissimi successi. Che però ora potrebbero e dovrebbero essere raccolti in un unico e grandioso successo finale. L'accelerata che stiamo osservando in queste ore e in questi giorni, inattesa per molti versi, è nata in buona sostanza da un solo semplicissimo fattore: l'uscita di scena di Luca Parnasi e della sua famiglia dall'equazione stadio.

Non tanto quindi l'arrivo di Friedkin (che semmai potrebbe essere più effetto che causa di quanto accade dalle parti di Palazzo Senatorio), quanto quello dell'imprenditore ceco Radovan Vitek. Da quando la CPI Property Group ha rilevato i debiti della famiglia Parnasi e delle sue società (Capital Dev, Parsitalia ed Eurnova) con Unicredit, in Campidoglio si respira un'aria diversa. Tanto da aver spinto gli uomini più vicini alla sindaca a cominciare una reale perlustrazione delle intenzioni di voto dei consiglieri di maggioranza sul fronte stadio. Intenzioni che dovrebbero consentire alla Giunta capitolina di portare a casa il tanto atteso voto sulla Variante e sulla Convenzione.

Già nelle prossime ore, e sicuramente prima di Natale, dovrebbe esserci una comunicazione ufficiale da parte del Campidoglio che sgomberi il campo da ogni dubbio. Si attende in realtà solo che Vitek perfezioni (e questo dovrebbe accadere già questa settimana) l'acquisizione della quota di Eurnova del progetto stadio e contestualmente i terreni di Tor di Valle. Un'operazione da circa 50 milioni di euro che si andranno ad aggiungere agli oltre 500 già spesi dal gruppo ceco. Una volta perfezionato questo passaggio, Virginia Raggi e la sua Giunta non avranno più remore ad esporsi nuovamente pubblicamente. E magari fare alla Roma ed a Roma un meraviglioso regalo di Natale.